Più di Madonna, meglio di Madonna. Qualcosa si deve pur dare (se non fare). Joe Servegnini, da par suo, sfodera un carrè nero corvino in luogo della frangetta bianca da suora laica e dà ben più di quello che promette la signora Ciccone in America cercando voti alla Clinton. A chi vota sì al referendum di Matteuccio suo dà interi covoni dell’“Erba del Vicino”, la trasmissione che vendicherà le fatiche immani di Politics.

Più di Madonna, meglio di Madonna. Qualcosa si deve pur dare (se non fare). Veronica Ciccone offre un prelievo a chiunque voti per la candidata dei Democratici per l’elezione della presidenza degli Stati Uniti e trova tanti emuli in Italia, testimonial autorevoli del fronte del sì, pronti a dare e a darsi agli elettori ancora indecisi e salvare così la democrazia e la libertà dal baratro del no.

Più di Madonna, meglio di Madonna. Qualcosa si deve pur dare (se non fare). Mario Orfeo Orfei detto Moiro, direttore circense del Tg1, memore delle tradizioni laurine di famiglia già offre una scarpa sinistra a tutti i redattori con la promessa di ricevere la destra (“Si vince coi voti della destra”, urla per farsi sentire da Osvaldo Campo Dal Porto) quando tutti i colleghi avranno inviato dal seggio, su wzp, la foto comprovante il voto al sì.

Più di Madonna, meglio di Madonna. Qualcosa si deve pur dare (se non fare). E anche meglio, dunque, del comandante Achille Lauro. Dopo aver distribuito scarpe in redazione, alla testa di una carovana di tir arrivati nottetempo a Saxa Rubra, Moiro Orfeo detto Orfei, mostrandosi beato tra fumiganti pignatte colme di maccheroni, ziti, vermicelli e paccheri ha offerto tutto il bendiddio a chiunque, giurando di votare sì, rigettasse la sola tentazione di votare no.

Più di Madonna, meglio di Madonna. Qualcosa si deve pur dare (se non fare). Ciccone fa prelievi ma Orfeo Orfei mette gli spaghetti in tasca agli elettori. Peggio di Jago, Fritto Frittella, notista tra i notisti, insinua il dubbio in alto loco. Versa direttamente nell’orecchio di Matteo un sospetto: “Moiro ha la superstizione dei sondaggi; in cuor suo nutre un altro piano; pensa che sarà il sì a vincere e ha già dirottato un tir carico di fusilli verso la cuccia di Aiace, il cane cacace di Massimo D’Alema. Si prenota per la riconferma nel caso di sconfitta del no”.

Più di Madonna, meglio di Madonna. Qualcosa si deve pur dare (se non fare). Frittella rilancia: “Fidati di me, Matteo. Se vince il No io griderò contro i brogli, non riconoscerò il risultato elettorale”. Entra in scena come fosse Desdemona, Maria Elena Boschi, ha ascoltato quanto detto da Frittella, ella stessa porta come prova un fazzoletto a suo tempo donato da Anna Finocchiaro per la cuccia di Aiace: “L’ho trovato sulla poltrona di Moiro, nel suo ufficio al Tg1”.

Più di Madonna, meglio di Madonna. Qualcosa si deve pur dare (se non fare). Matteo non ha più dubbi, la prova di fedeltà di Frittella è commovente, il voltafaccia di Orfeo Orfei è sfacciato: “Dovevo capirlo, il cocco di Repubblica è pur sempre un monarchico!”. Entra in scena adesso Michele Anzaldi, ravviva la treccina di Maria Elena e butta l’idea definitiva: “Dobbiamo premiare Frittella, mettiamolo alla conduzione di Politics!”.

Più di Madonna, meglio di Madonna. Qualcosa si deve pur dare (se non fare). Al Corriere della Sera, fatte salve le brillanti iniziative di Servegnini, è tutto un pensarle al meglio tra “Caprette per il Sì”, in continuità iconica con i “Masai per il Sì”, e il Ditello a Ciccillo (un coccodrillo sapiente che Lucianino Fontana medita di assumere come editorialista e licenziare Federico Fubini). Ma l’idea vincente è solo una.

Più di Madonna, meglio di Madonna. Cosa non si fa per un sì. Dopo averle tentate tutte, perfino offrire un corso intensivo a dispense di onologia, ovvero “entrante in empatia con l’asino che è in voi”, il colpo d’ala arriva, manco a dirlo, dal più autorevole degli autorevoli di via Solferino. Ed è Paolo Mieli a risolvere tutto. Escansate nino, pare dire parodiando Paolo Conte e più di Madonna, molto meglio di Madonna, Mieli trova l’idea vincente.

Più di Madonna, meglio di Madonna. Qualcosa si deve pur dare (se non fare). Paolo Mieli viene a cena da chiunque dimostri il sincero proposito di votare sì. Se poi c’è un intero caseggiato pronto a mobilitarsi per il referendum Mieli offre un pacchetto apericena, cena e ammazzacaffè portando con sé Giovanni Sabbatucci mentre nei raduni rionali – con i balconi pavesati di squillanti sì – oltre alla coppia di storici va da aggiungersi Ernesto Galli Della Loggia, testimonial della spaghettata di mezzanotte.

Più di Madonna, meglio di Madonna. Qualcosa si deve pur dare (se non fare). Non può mancare tra i volontari cercatori di voti lui, l’immaginifico e incommensurabile Gianni & Riotto detto Johnny che a coloro i quali daranno il sì al referendum regalerà… Non ci crederete. Manco gli fanno aprire bocca che tutti, in coro, gli dicono: “Le indicazioni di voto le accettiamo solo da Marcel, il grandissimo Marcello Sorgi, che vale più di Madonna ed è meglio di Madonna”.

Fonte: Il Foglio