Non solo Rischiatutto, l’operazione vintage dilaga tra i giornali. Tutte le prime firme fanno a gara per aggiudicarsi i gloriosi marchi della grande Rai. Comincia da par suo Joe Servegnini. Dismette in men che non si dica “l’Erba del Vicino” e si prende “A come Agricoltura”. Pronta la prima puntata: “M come Matteo”.

Non solo Rischiatutto, il vintage dilaga tra i giornali. Gianni & Riotto detto Johnny, approfittando della bella barba, ormai si veste come Frate indovino e presenta in continuazione “Ascolta si fa sera” leggendo il Vangelo secondo Matteo, la lettera ai Laterinesi e i Salmi di Rignano rigorosamente salmodiati in gloria.

Non solo Rischiatutto, il vintage segna la stagione dei rottamatori. L’incredibile Johnny lascia il saio per indossare un tailleur e travestirsi da Mariolina Cannuli. Fa la “brava annunciatrice”, sorride nel presentare “Don Matteo”, e figurarsi cosa non fa nell’annunciare direttamente Matteo.

Non solo Rischiatutto, il vintage dilaga tra i giornali. Garbata “signorina buonasera” qual è Johnny non manca mai al dovere proprio di questa stagione: “Care telespettatrici, cari telespettatori, non ascoltate Bruno Vespa stasera a ‘Porta a Porta’, seguite soltanto il presidente Renzi, battetegli le mani e compilate la cartolina di gradimento”.

Non solo Rischiatutto, il vintage va dappertutto. Le pensa tutte Riotto en travesti. Per scansare i disastri dell’Auditel recupera il vecchio sistema dell’indice di gradimento e – questa volta sexy come Maria Giovanna Elmi – indice un concorso presso gli utenti del servizio pubblico. Si ravviva i boccoli e così prosegue nell’annuncio: “Care telespettatrici, cari telespettatori, chi ci scriverà partecipa poi al sorteggio di un abbonanento premio all’Unità o, a scelta, a Vanity Fair”.

Non solo Rischiatutto, vintage dappertutto. Una virtuosa rivalità s’accende tra Johnny e Joe con quest’ultimo che non può accontentarsi di una rubrica da destinare a pur simpatici terricoli. Servegnini, pratico d’impermeabile, sfrangia la propria frangetta da suora laica, si lancia nella serie televisiva e riporta in video il “Tenente Sheridan”.

Non solo Rischiatutto, vintage dappertutto. Rilancia Johnny che si propone nei panni della Baronessa di Carini, intinge la manina in una conserva di pomodoro per poi segnare nell’angusta cella, l’impronta del sopruso subiti ma entrambi – Riotto e Servegnini – capitolano perché Marcel, ovvero Marcello Sorgi, come al solito sa il fatto suo.

Non solo Rischiatutto, vintage dappertutto. C’è solo un successo nella disastrosa Rai di Arnolfo Rampo dall’Orbo ed è “I Medici”, la storia della signoria fiorentina, in onda sul primo canale. In locandina vi svetta Dustin Hoffman, protagonista, ma ecco il colpo di scena. La star americana vuole accanto a sé, nel film, l’unico degno tra i degni: Marcello Sorgi. Il grande giornalista si degna di fare delle pose e così, per Johnny, more solito “patate”.

Non solo Rischiatutto, vintage dappertutto. Tutti i giornalisti più autorevoli si prenotano nel palinsesto delle vecchie glorie: Fed Rampini, Fed Fubini e Stefy Folli si presentano a viale Mazzini già vestiti da “Sorelle Bandiera”. Ma c’è Mario Orfeo Orfei detto Moiro, saldo sulla tolda del Tg1, a rimbalzarli con un solo colpo d’anca degno di Mimì Tirabusciò al grido di “Fatti più in là!”.

Non solo Rischiatutto, vintage dappertutto. Marco Frittella, notista politico del Tg1, dà man forte al proprio direttore vestendosi da Saturnino Farandola; l’intera redazione viene mobilitata in difesa dell’avamposto di Saxa Rubra dove, come un tempo per il Campidoglio, vengono sparpagliate – sotto l’occhiuto controllo di Frittella – oche addette alla vigilanza.

Non solo Rischiatutto, il vintage va ovunque. Moiro teme più d’ogni altra cosa un agguato del Corriere della Sera, il giornale sempre più in gara per arrivare primo al traguardo del cuore di Renzi, e decide perciò di tendere un astuto tranello: colloca nottetempo un grande asino di legno in Largo Treves, di fronte via Solferino. All’interno del simulacro, simili agli eroi di Ulisse, lui stesso e Frittella pronto alla pugna. Non solo Rischiatutto, anche l’Iliade.

Fonte: Il Foglio