Intervista a cura di Daniela Preziosi

«Fac­cio una pre­messa: mar­tedì sera ho visto Bal­larò. E poi ho visto Sky per sapere che effetto faceva senza le reti Media­set. Per­ché la noti­zia del giorno per me è il fatto che Media­set, scen­dendo da Sky, avrebbe perso il 3 per cento. Vuol dire che la bat­ta­glia Sky-Mediaset si ina­spri­sce in vista dell’investimento sulla Cham­pions Lea­gue. E ora vedremo quanto val­gono le par­tite, ora che anche la Juve è in crisi e anche il matri­mo­nio di Agnelli pare non vada tanto bene».

Ieri, men­tre infu­riava l’attacco con­tro la Rai sull’intervista di Bruno Vespa a Vera Casa­mo­nica, il neo­con­si­gliere Carlo Frec­cero era in treno, più pro­penso a ragio­nare di sce­nari satel­li­tari, nel pieno di un tour di lavoro: in serata al festi­val di Mestre a par­lare della comu­ni­ca­zione di Renzi, oggi a Camo­gli, in Ligu­ria, al festi­val di Umberto Eco per un dibat­tito dal titolo «La Rai fa ser­vi­zio pub­blico?». Che poi è l’argomento del giorno.

Sulla Rai è scop­piata una bufera. L’intervista-show della signora Casa­mo­nica a Porta a Porta ha sca­te­nato un’iradiddio. Secondo lei è stato giu­sto invi­tarla in tv?

Da diret­tore di rete io la cen­sura l’ho vis­suta sulla pelle. Quindi da con­si­gliere di ammi­ni­stra­zione non farò mai il cen­sore di Vespa. Pro­prio no. Vespa si sce­glie gli ospiti che vuole. Certo, trovo sur­reale che dopo Renzi abbia chia­mato Vera Casa­mo­nica. Ma è il talk post­mo­derno che crea que­ste asso­nanze. E i Casa­mo­nica hanno anche fatto più audience di Renzi. Un dato molto interessante.

Un invito in tv a un’esponente di una fami­glia molto inda­gata e pro­ta­go­ni­sta del famoso fune­rale con i cavalli non rischia di tra­sfor­marsi in una tri­buna per per­sone non pre­ci­sa­mente specchiate?

Ma un gior­na­li­sta deve inda­gare, fare inchie­sta, mostrare, fare domande anche ai pro­ta­go­ni­sti anche delle male­fatte. La tra­smis­sione è stato un secondo cor­teo con i petali che scen­de­vano dal cielo? Sarebbe stato disa­stroso per lo stesso con­dut­tore. Piut­to­sto mi chiedo per­ché Vespa non abbia mai voluto inter­vi­stare per esem­pio Daniele Lut­tazzi, una vit­tima della tv, oppure Cor­rado e Sabina Guz­zanti. È un gior­na­li­sta abile a met­tere sotto i riflet­tori tutto, ma nelle sue tra­smis­sioni manca sem­pre una parte, quella degli scon­fitti. Forse i Casa­mo­nica sono stati invi­tati per­ché alla fine sono dei vincitori.

Comun­que secondo lei Vespa è stato corretto.

Ripeto, non ho visto la pun­tata, la guar­derò. Tocca al diret­tore gene­rale della Rai veri­fi­care se è stata cor­retta, se hanno par­lato delle inda­gini o se agli inter­vi­stati è stato steso un tap­peto rosso sotto i piedi. Ma in stu­dio c’erano Fio­renza Sar­za­nini e Vir­man Cusenza, due ottimi gior­na­li­sti. Imma­gino che abbiano fatto la loro parte. Spero che sia stata un’intervista appuntita.

Appun­tita o no, il con­si­glio comu­nale di Roma, a par­tire dal sin­daco Marino, parla di «sfre­gio alla città», di «ver­go­gna», di «errore grave della Rai».

Non capi­sco: un gior­na­li­sta non dovrebbe mai inter­vi­stare un delin­quente? Invece è inte­res­sante far vedere come i Casa­mo­nica sono diven­tati i padroni di Roma e anche dei pro­ta­go­ni­sti. E veden­doli, si capi­sce per­fet­ta­mente in che stato è la città. Un clan di zin­gari che con­qui­sta Roma non è una noti­zia? E come è stato pos­si­bile? Chi li ha pro­tetti? Il clan della poli­tica dovrebbe inter­ro­garsi sul clan dei Casa­mo­nica, anzi­ché cen­su­rare. Non si può chie­dere alla tv di nascon­dere la pol­vere sotto il tap­peto. La colpa sem­mai è di chi gli ha per­messo quel cor­teo regale. E mi auguro che que­sto cla­more costringa poli­tici e inqui­renti a met­tere que­ste per­sone sotto una lente di ingran­di­mento. Non fac­ciano come Andreotti che chie­deva di lavare i panni spor­chi in casa. Non chie­dano a noi di cen­su­rare. Siamo mostri, quindi dob­biamo mostrarci.

Sa che anche la ‘sua’ sini­stra è tutta con­tro la Rai?

È un’indignazione facile. Scan­da­loso è come pezzi di Roma siano con­trol­lati da una massa di cial­troni. E ora i poli­tici fanno i mora­li­sti dicendo che sba­glia la tv. La colpa è sem­pre della tv. È inde­cente, è cat­tiva coscienza. Invece la tv arriva per ultima. Non mi fa effetto che i Casa­mo­nica si siano seduti sulle sedie bian­che, anche per­ché molte per­sone che si sono sedute sulle sedie bian­che da incen­su­rate poi sono finite in galera. Le sedie bian­che non sono un pas­sa­porto di onestà.

Gli ascolti del resto hanno pre­miato la scelta: più di un milione e tre­cento spet­ta­tori, share al 14 per cento. Numeri rag­guar­de­voli, una per­for­mance supe­riore a quella della pun­tata con Renzi.

Vuol dire che ormai la cro­naca nera fa più ascolti della poli­tica per­ché la poli­tica non è inchie­sta ma solo pro­pa­ganda, quindi non fun­ziona. La tv fun­ziona se c’è il disve­la­mento, se accende una luce nel buio. E sic­come la poli­tica è auto­re­fe­ren­ziale, vince la cro­naca nera, che invece è una nar­ra­zione forte, o l’infotainment. La prova di quello che dico è che Vespa, che è uno che di tv capi­sce parec­chio, divide il suo pro­gramma in tre parti: una di poli­tica, una di info­tain­ment e una di cro­naca nera. Una pun­tata di solo talk poli­tico non rie­sce più a farla per­ché la nostra poli­tica ha fatto corto cir­cuito, non è cre­di­bile, appare come una bega comu­nale di fronte a pro­blemi che ormai sono glo­bali. Oggi in tele­vi­sione dovremmo invi­tare Angela Mer­kel. E invece, ha visto Bal­larò?, con­ti­nuiamo a inse­guire Salvini.

Fonte: Il Manifesto