Nove Colonne, oggi, si scrive da sé. Torneo cavalleresco tra i nostri eroi per riscattare l’onore ferito della bella Maria Etruria Boschi. Parte subito forte il nostro beneamato paladino Gianni & Riotto detto Johnny, che si agghinda come Lancillotto del lago nei giorni più intensi dell’amore per Ginevra: corazza medievale, cimiero, immagine votiva di san Giorgio che uccide il drago, purosangue discendente dal cavallo con cui Raimondo d’Inzeo caricava gli operai in sciopero. Così conciato Riotto galoppa lancia in resta contro i pensionati e gli altri correntisti truffati da Banca Etruria, al nobile e antico grido: “Matteo lo vuole!”.

Nove Colonne, oggi, si scrive da sé. Per non essere da meno, Joe Servegnini si veste da hidalgo e cavaliere errante, come don Chisciotte: scudo con l’effigie di Luca Lotti, cotta di maglia, elmo da conquistador, cappellaccio nero con piuma di gallo, che lascia purtroppo scoperta la tragica frangetta bianca da suora laica in avanzato climaterio. Un vecchio cavallo del maneggio di crema viene ribattezzato Ronzinante; Dulcinea, va da sè, è la leggiadra Maria Etruria; nel ruolo di Sancho Panza, scartato Carrai – troppo magro –, Servegnini sceglie a sorpresa Renatone Farina, che dopo 20 anni di fedeltà abbandona Renatino Brunetta rivelandogli di essere segreto seguace di Matteo: “Sono sempre stato in suo potere”.

Nove Colonne, oggi, si scrive da sé. Ma i correntisti di Arezzo indiavolati mettono in fuga Johnny e Joe, riempiendoli di contumelie e ortaggi di ogni tipo. Mentre Riotto parte alla ricerca di Excalibur, che sola può sgominare i pensionati inferociti, Servegnini vestito ora da eremita penitente chiama a raccolta il fiore del giornalismo renziano: ormai è una crociata per liberare la bella Maria Etruria dalle grinfie del drago obbligazionista.

Nove Colonne, oggi, si scrive da sé. Il primo ad accorrere, va da sè, è Marione Calabresi, cui l’astuto Marcello Sorgi detto Marcel, in cambio della nomina a nuovo Bobbio, ha fornito l’intero armamentario da pupo siciliano. Calabresi come Orlando a Roncisvalle suona l’olifante sino a perdere sangue dalle orecchie, ma il suo richiamo non resta inascoltato.

Nove Colonne, oggi, si scrive da sé. Accorre Fed Rampini truccato da Paul Revere: “Come il patriota cavalcò nottetempo da Charlestown e Lexington, io mi farò tutta una tirata da Laterina a Montevarchi”. Né poteva mancare il nostro Mario Sechi, vestito da balente sardo con trombone da brigante e mulo della Brigata Sassari, poetando da par suo: “O mia dolce Maria Elèna/ per te il cronista si scatena/ pronto a morire nell’arena/ per la santa Maria Elèna/ affrontando la furia/ del correntista dell’Etruria”.

Nove Colonne, oggi, si scrive da sé. Dopo una lunga inchiesta il prode Riotto ritrova Excalibur custodita dai picciotti di Detroit, fa inginocchiare i suoi seguaci Mastrolilli e Jacopo Jacoboni, li schiaffeggia e proclama brandendo Excalibur: “In nome di Dio, san Michele, san Giorgio e soprattutto san Matteo, vi nomino cavalieri dell’ordine di Maria Elena”. Nove Colonne, oggi, si scrive da sé. Maria Teresa Meli detta Mery si presenta vestita come Giovanna d’Arco e guida la carica su un destriero bianco. Ma i correntisti dell’Etruria sgominano i paladini renziani come il Saladino ad Hattin con i crociati e fanno prigionieri tutti, compresa MeryMeli che può così coronare il suo sogno: dama di compagnia della Boschi in vincoli nelle segrete di Banca Etruria.

Nove Colonne, oggi, si scrive da sé. Sechi, da par suo, si salva da sé ma per riavere indietro Riotto, Servegnini e gli altri paladini, Renzi deve rimborsare tutti, anche un pensionato di Laterina che aveva investito in bond dello Zambia e un usciere dell’Etruria che aveva puntato sul 2 fisso dell’Empoli a San Siro. Lotti sbotta: “Questa è l’ultima volta; quando ci decideremo a trovare giornalisti meno servizievoli e soprattutto meno bischeri?”.

Nove Colonne, oggi, si scrive da sé. I correntisti dell’Etruria, ringalluzziti dalla vittoria totale, gettano la spada di Brenno e pretendono una punizione esemplare per Servegnini: una nuova serie dell’Erba dei vicini, su Tele Etruria international, in cui il sistema bancario dell’Italia renziana è battuto da tutti, anche dalle casse rurali del Botswana.

Fonte: Il Foglio