Non solo la cacca, D’Alema non fa neppure la differenziata. Dopo l’accorata denuncia circostanziata di MeryMely davanti a un’attonita Myrta Merlino, all’“Aria che Tira”, tutti i giornalisti renziani si danno alle inchieste per mettere a nudo le malefatte di Massimo D’Alema, visto nottetempo affiggere manifesti 6 x 3 per Virginia Raggi.

Non solo la cacca, D’Alema getta l’umido nella plastica. Ed è Goffredo De Marchis, fresco d’allori per avere smascherato le manovre grilline del presidente della Fondazione Italiani-Europei – “il suo mito è Beppe Grillo, vuole fare a nuoto lo stretto di Gibilterra” – a fare sulla Repubblica un nuovo scoop: “Max fa peggio di Aiace”.

Non solo con la cacca, D’Alema ci mette del suo. Lo sprezzante Max, infatti, già seminatore di deiezioni contrarie alle riforme, adesso si diverte col lancio del sacchetto di mondezza. L’abile reporter di Repubblica annota tutto nel taccuino: “Non ha ritegno. Venerdì scorso s’è divertito a lanciare i sacchetti dell’indifferenziata tra i sacri tavolini del caffè Settembrini, il bar fedele da sempre alla Leopolda”.

Non solo la cacca, D’Alema fa sempre il comodo suo. “Qualcuno lo fermi”. Questo il corsivo di sostegno ai servizi di De Marchis nel Buongiorno di Massimo Gramellini su La Stampa: “Dove s’arrischierà ancora con la sua sfrontatezza, il bieco Max? Forse fino al Salotto42, la centrale operosa della Riforma Boschi, per disturbare infine il meritato aperitivo di Ernesto Carbone, eroe dei Comitati per il Sì?”.

Non solo la cacca, D’Alema ne sa più di Lucifero. Non si tirano indietro i giornalisti renziani. Joe Servegnini affronta Aiace, il cane cacace, spalancando il temuto impermeabile con cui compare in agghiaccianti paginate sul dorso del Corriere della Sera. Alla vista del pistolino ignudo di Servegnini, il quadrupede fugge inorridito ululando, con D’Alema dietro, all’inseguimento.

Non solo la cacca, D’Alema consente al cane anche la pipì. Aiace spruzza in ogni dove e bagna gli angoli tra via del Tritone e piazza di Spagna, segnando sfacciatamente il territorio per isolare via del Nazareno, dove c’è la sede del Pd. Aiace non si contiene e D’Alema se la ride.

Non solo la cacca, D’Alema fa del cane un idrante. Marione Calabresi e Moiro Orfei, pur di mantenere poltrone e pace nel Pd, si fanno ancora più servizievoli, e sempre destinati alla più ambita meta – la concordia sociale – si offrono come dog-sitter per educare l’infido cane al renzismo.

Non solo la cacca. D’Alema spruzza in ogni dove. Ecco che nel più difficile scende in campo lui, l’unico lui che può tenere a bada Belzebù, Lucifero e anche Azzarello. Scende in campo Gianni & Riotto detto Johnny il quale, con un occhio insegue il cane di Marcel, ossia Marcello Sorgi, per vedere dove va a farla la pipì. Con un altro, invece, il cacace Aiace.

Non solo la cacca, D’Alema fa tutti i comodi suoi. “Non fa né differenziata e forse neppure pulisce il water”. Questo, il ragionamento di Antonio Polito sul Corriere della Sera, ma è ancora una volta Johnny, in un momento così drammatico per la democrazia e per la legalità, a dare il meglio in tema di civismo. Ambizioso come sempre di propone d’iniziare alle gioie e ai piaceri del renzismo pure il padrone del cane: D’Alema stesso.

Non solo la cacca, D’Alema finalmente avrà il fatto suo. Riotto, attrezzato di comodo cartoccio portatile, dà l’esempio. Si apparta con discrezione, deposita, preleva la generosa deiezione e – smart da par suo – scrive un post su Fb e lancia un hashtag #fallaeimballa. Fin qui l’atto grande, stessa cosa con l’atto piccolo. Al posto dell’involucro, una comoda borraccia da svuotare poi, magari nelle sedi dei comitati per il No. L’hashtag è diverso: #fallimbottiglia.

Non solo la cacca, figurasi se arretra D’Alema. La buona volontà di Johnny sbatte con la superbia del cattivissimo Max. Senza nessuna pietà scaglia le zanne di Aiace contro le leste terga di Johnny che però, in soccorso al Partito del Nazareno, trova lungo la corsa il mitico Dudù.

Non solo la cacca, D’Alema spuzza tutto. Il cagnetto di Francesca Pascale è ben deciso a fronteggiare il bruto dalemide solo che al cuore non si comanda, figurarsi ai bisognini. Anche a quest’ultimo scappa, la fa ma non l’imballa ed ecco che – zac, bravissima su tutti – la formidabile MeryMely se ne accorge ed è subito denuncia: “D’Alema mira alla bicamerale, ma senza wc”.
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Fonte: Il Foglio