Raid aerei russi in Siria. Come giudica l’iniziativa di Putin e cosa ci si deve aspettare?
«La situazione mi pare chiarissima e lo è altrettanto il campo da gioco: lo scacchiere è completamente cambiato nel momento in cui la Russia ha deciso di entrare in campo e ha rotto tutta la rete di menzogne costruite in questi anni. I dati della cosiddetta coalizione occidentale parlano chiaro e dicono che è da quattro anni che bombardano il regime di Assad e la Siria, cioè uno Stato sovrano, senza riuscire a far cadere Assad. La Russia cambia scenario quando decide di colpire tutti i nemici di Assad, ovvero i cosiddetti ribelli e i miliziani del Daesh senza alcuna distinzione. Vorrei sottolineare un dettaglio molto importante che non viene considerato: la Russia in questo momento, dal punto di vista della legalità internazionale, è l’unica ad avere la legittimità di sorvolare i cieli della Siria perché in accordo con il governo siriano. Tutti gli altri – Francia, Gran Bretagna, Turchia e Stati Uniti d’America – non hanno alcun diritto di fare ciò che hanno fatto. Tutto questo è stato capovolto dalla decisione di Putin».

A questo punto Obama in quale situazione si trova? Oggi Kerry ha attaccato Putin, c’è un rimpallo di accuse.
«Direi che la situazione è comica… Ho letto stamani il New York Times, ascoltato le dichiarazioni del portavoce della Casa Bianca e quelle di Kerry. Qui siamo di fronte al fatto che il più importante Paese del mondo sta balbettando cose incongruenti – e la stampa italiana gli va dietro – perché non c’è un filo di ragionamento che sta in piedi. La Russia bombarda i terroristi senza distinguere tra Isis e ribelli; noi sappiamo che l’Occidente ha armato gli uni e gli altri; sappiamo che l’obiettivo degli Stati Uniti non è quello di abbattere il terrorismo ma quello di abbattere Assad. E c’è la prova».

Quale?
«Tre anni e mezzo fa, ovvero quando veniva avviata la guerra in Libia, il presidente degli Stati Uniti attualmente in carica emise un decreto presidenziale che negli Usa ha valore di decisione ufficiale dello Stato americano, in cui si dichiarò che il governo siriano era nemico della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, nientepopodimenoche… Quindi, la dichiarazione di guerra alla Siria Obama l’ha fatta prima che esplodesse la guerra civile e l’ha voluta il presidente americano col suo decreto presidenziale anche se non si è mai saputo in base a cosa e perché. Il dato oggettivo è che tre anni e mezzo la fa la Siria è stata considerata un pericolo per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e – ripeto – nessuno ha mai spiegato come, dove e quando. A questo punto gli Usa possono solo raccontare la favole del lupo di fronte all’iniziativa russa».

Al di là del’Isis, qual è l’operazione politica di Putin. Massimo Cacciari a Intelligonews sostiene che la Russia si sta riprendendo il ruolo imperiale che culturalmente e storicamente aveva. Condivide?
«Sono molto poco propenso a questo tipo di interpretazioni che ignorano i fatti. I tempi sovietici sono finiti da 24 anni; riproporre il discorso del ruolo imperiale della Russia la considero una sciocchezza. Quando qualcuno mi dirà che gli Usa hanno un ruolo imperiale, allora sarò disposto a ragionare sull’imperialismo. La verità è che gli americani stanno facendo un’operazione di destabilizzazione in Medio Oriente che sta producendo una serie di effetti molto gravi sugli equilibri internazionali e i primi a saperlo dovremmo essere noi europei, non so se qualcuno se n’è accorto. Putin sta facendo certamente un’operazione politica su due direttrici. La prima: da un lato presentarsi all’Europa come il difensore dell’Europa contro la grande ondata migratoria. Questa è una grande operazione politica che considero saggia. Putin fa politica e sta ottenendo risultati perché la Germania sta in sintonia con questa visione. La seconda: certamente una estensione del contagio islamista fanatico preoccupa anche la Russia che in casa sua ha 25 milioni di musulmani e non vuole essere troppo contagiata. Colpire il fondamentalismo sunnita è diventata una priorità anche per la Russia e del resto Putin ha detto chiaramente che si tratta anche di una misura difensiva. Non è che c’è qualcosa dietro; è tutto un unico problema. L’America si è mossa in modo scomposto, assolutamente distruttivo e la Russia interviene per fermarla. E ci sta riuscendo perché se la Russia comincia a bombardare i ribelli siriani e il Daesh l’avanzata dell’Isis verrà fermata».

C’è chi sostiene che siamo alle porte della terza guerra mondiale. Scenario apocalittico o verosimile?
«Gli scenari apocalittici sono talmente evidenti che perfino il Papa è già la terza volta che ne parla e meno male che chi guarda le cose per il verso giusto. Io lo dico da tempo e sono contento di non essere più da solo. Il pericolo c’è, così come quello della ripresa della guerra in Ucraina, ma gli Usa dovrebbero stare attenti perché in Europa, la Germania non è disposta ad andare nella stessa direzione; quindi uno dei problemi di Washington è tenere insieme il rapporto tra Usa ed Europa. L’ho detto ieri alla Gabbia e lo ripeto oggi a Intelligonews: sono convinto che lo scandalo Volkswagen sia un modo per mandare un avvertimento americano ai tedeschi affinchè rientrino nelle righe. Pensano che la Merkel sia uscita un po’ fuori; vediamo se ci riusciranno».

In tutto questo l’Italia che ruolo gioca? Se dovesse dare un consiglio a Renzi cosa gli suggerirebbe?
«Se potessi dare un suggerimento al signor Renzi gli direi che la cosa più saggia da fare è affiancarsi alla Germania perché il nostro interesse europeo è non rompere con la Russia ma riprendere il rapporto di partenariato, perché si tratta di un fornitore di energia importante e perché rappresenta il nostro gigantesco mercato vicino di casa. La Germania ha chiarissime queste cose. La realtà è che l’America vive dell’illusione di un potere che non ha più e la Russia sta dimostrando che è così. Ed un altro Paese che lo sta dimostrando è la Cina, mentre gli Usa stanno perdendo il controllo del potere mondiale».

Fonte: Intelligonews