Il vicecancelliere della Germania, Sigmar Gabriel, socialdemocratico, ha dichiarato che il TTIP non si farà più, scaricando le responsabilità del fallimento del trattato sulle eccessive pretese degli Stati Uniti, per le loro multinazionali.

La verità è che dopo la BREXIT i negoziati per il TTIP non sono neppure cominciati. Doveva esserci una sessione decisiva proprio alla fine di giugno e il nostro ministro Calenda si era sperticato sulla necessità di giungere ad un accordo. Il governo Renzi si era mostrato il più servile, il più colonizzato d’Europa.
Francia e Germania avevano già frenato sull’intesa, ma il precedente accordo tra Canada e UE, con molti dei contenuti del TTIP, spingeva comunque verso il disastro.

Poi per fortuna il popolo britannico ha votato NO alla UE ed è saltato tutto.

Grazie alla Brexit si sono fermati, a dimostrazione che il voto britannico è stato un grande segnale positivo per la libertà e i diritti dei popoli.

Certo non è finita, il liberismo sfrenato del TTIP era troppo favorevole agli interessi delle multinazionali USA, per questo quelle tedesche e francesi alla fine hanno festeggiato il suo fallimento. Ma questo non vuol dire che le aggressioni al lavoro, allo stato sociale,all’ambiente in Europa finiranno.
I poteri economici e finanziari della UE e i loro politici continueranno a fare danni finché i popoli europei non li fermeranno.

Intanto però grazie alla Brexit una catastrofe è stata evitata. Ora dobbiamo evitarne un altra, la distruzione della nostra Costituzione.

Il fronte del SI al referendum è fatto dalle stesse forze e interessi che erano favorevoli al TTIP e che avevano demonizzato la Brexit. Sconfiggerli sarà un passo avanti per l’Italia e l’Europa. I NO dei popoli fanno bene alla democrazia.

Fonte: Globalist.it