Caro direttore, hai fatto bene a dare importanza all’ultima geniale trovata della presidente della Camera. Mi sono sempre stupito che sull’obelisco del Foro italico vi fosse ancora il nome di Mussolini. Non sapevo se interpretarlo come una distrazione o una forma di superiorità storica. Quando il nemico è evinto (e ucciso) non si può temere il suo fantasma. Probabilmente era più plausibile la prima ipotesi. In fondo il Foro italico è fuori mano, l’obelisco lo si vede piuttosto in macchina che a piedi e le lettere del nome del duce sono decisamente in alto.

Anche la pigrizia ne avrà sconsigliato la cancellazione. Occorreva una ragazza gonfia di presunzione e di retorica e perfettamente disegnata nelle parole dell’onorevole Di Battista che ne stigmatizzava la propensione per cerimonie e funerali, per riaccendere l’attenzione su un obelisco remoto e spento, memoria di un tempo che oggi, come i graffiti del ’68, tutelano le soprintendenze quando lasciano le scritte sbiadite degli anni del fascismo sui muri di edifici sopravvissuti. E qui, oltre all’arroganza sta l’ignoranza della presidente della Camera la quale, per far rumore, ha dimenticato che le leggi di tutela proteggono le opere che hanno più di cinquant’anni o un evidente valore testimoniale e quindi l’obelisco come il Foro italico, nella loro integrità, non diversamente da quello che persino lei riterrà una testimonianza di grande architettura: il quartiere dell’Eur concepito durante il fascismo per l’esposizione universale del 1942.

O dovremo aspettarci che l’ineffabile presidente chieda l’abbattimento del palazzo della civiltà italiana o la distruzione della retorica scritta sul genio degli italiani? Cancellare il nome di Mussolini non è un’azione nobile di antifascismo, ma una forma di negazionismo storico di chi pensa che eliminando un nome si possa dimenticare una storia. In realtà la paura di quel nome è ciò che di fascista resta in lei equivocando il potere che ha arbitrariamente raggiunto con la forzata nomina alla presidenza della Camera. La sovrintendenza le impedirà di togliere il nome di Mussolini vanificando il suo sforzo, ma nulla le potrà impedire di dimettersi.

Fonte: Il Tempo