la fine della guerra civile turca, la Turchia minacciò di invadere la Siria con l’aiuto della NATO qualora avesse continuato a concedere asilo al leader del PKK Abdullah Öcalan. Il presidente Hafez Al-Assad chiese allora al leader del PKK di trovarsi un altro asilo e fu costretto a stipulare un accordo verbale con la Turchia. Venne convenuto che l’esercito turco avrebbe potuto entrare in territorio siriano, in una striscia di terra di 8 chilometri di profondità, in modo da garantire che il PKK non potesse sparare colpi di mortaio dal territorio siriano. Fin dall’inizio dell’attuale aggressione contro la Siria, l’esercito turco ha usato e abusato di tale accordo, non tanto per prevenire gli attacchi del PKK, ma per istituire campi di addestramento per i jihadisti. Nell’ottobre 2015, mentre la campagna militare russa iniziava e intanto che Salih Muslim iniziava l’operazione di curdizzazione forzata nel nord della Siria, il famoso informatore turco Avni Fuat ha annunciato sul suo account Twitter che la Turchia stava preparando la distruzione di un aereo russo. Questa ha avuto luogo il 24 novembre. Nella prospettiva della Terza Guerra contro la Siria [1], si trattava di inviare un messaggio alla Russia affinché si accontentasse di difendere Damasco e Latakia e lasciasse il resto del paese nelle mani della Turchia e dei suoi alleati. La sala di comando del Centro di operazioni aeree combinate (CAOC) della NATO a Torrejon (Spagna). Tecnicamente, la difesa aerea della Turchia, come quella di tutti gli stati membri della NATO è coordinata dal Combined Air Operations Center (CAOC, Centro di operazioni aeree combinate, ndt) di Torrejón (Spagna).

Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare turco, generale Abidin Ünal, avrebbe quindi dovuto informare preventivamente della sua decisione il comandante del CAOC, generale Rubén García Servert. Non si sa se ciò sia stato fatto [2]. In ogni caso, il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha confermato che lui stesso ha approvato l’ordine di distruzione. Lo Stato Maggiore russo aveva fornito in anticipo i piani di volo dei suoi aerei alla NATO in modo che la NATO e la Turchia non potessero ignorare che l’aereo era russo, in netto contrasto con le accuse turche. Inoltre, un AWACS della NATO era decollato poco prima dalla base greca di Aktion (vicino a Preveza) per sorvegliare la zona [3]. L’esercito russo stava bombardando la Brigata del Sultano Abdülhamid, dal nome dell’ultimo sultano ottomano, famigerato massacratore dei cristiani dell’Oriente. Dall’inizio della guerra contro la Siria, i servizi segreti turchi hanno continuato a fornire armi alle milizie turcomanne nel nord della Siria e a strumentalizzarle. La stampa turca ha evocato il trasferimento di almeno 2000 camion di armi e munizioni che il presidente Erdoğan ha ammesso [4] – la maggior parte delle quali è stata immediatamente distribuita dalle milizie turcomanne ad Al-Qa’ida. Queste milizie hanno smantellato in particolare, nel 2011, ben 80.000 fabbriche e impianti di Aleppo, la capitale economica della Siria, e hanno inviato in Turchia le macchine utensili [5]. Questi bombardamenti non erano quindi destinati, contrariamente a quanto sostenuto dai turchi, a bersagliare i turcomanni, bensì a distruggere un gruppo terroristico colpevole di saccheggio organizzato ai sensi delle convenzioni internazionali [6]. I bombardamenti russi avevano causato la fuga di 1500 civili e le proteste vivaci della Turchia [7], che ha inviato in proposito una lettera al Consiglio di Sicurezza [8].

Il jihadista turco – e non siriano – nonché membro dei Lupi Grigi, Alparslan Çelik, comanda le milizie turcomanne in Siria. Rivendica qui l’esecuzione del pilota del Sukhoi 24. Il leader principale delle milizie turcomanne di Siria è Alparslan Çelik, un membro dei Lupi grigi, il partito neofascista turco storicamente legato ai servizi segreti della NATO [9]. Ha rivendicato di aver ordinato di abbattere i piloti russi nel corso della loro discesa in paracadute [10]. L’aereo russo che è stato distrutto è entrato per soli 17 secondi nello spazio aereo turco ed è stato abbattuto quando già si trovava nello spazio aereo siriano. Tuttavia, poiché la Turchia reputava di avere annesso la zona di 8 chilometri di profondità che aveva il diritto di penetrare in virtù dell’accordo con l’ex presidente Hafez al-Assad, può aver immaginato che questa intrusione fosse più lunga. In ogni caso, per abbattere il Sukhoi 24, l’aereo turco è entrato per 40 secondi nello spazio aereo siriano [11].

La Russia, da parte sua, non aveva preso provvedimenti per proteggere i suoi bombardieri, stimando che la Turchia in via ufficiale stesse partecipando alla lotta contro le organizzazioni terroristiche. Tanto più che in nessun caso si considera un’intrusione di pochi secondi come una “minaccia alla sicurezza nazionale”, che la Turchia era informata, e che essa viola quotidianamente lo spazio aereo di altri Stati, tra cui Cipro. Immediatamente sollecitata dalla Turchia, la NATO ha convocato il Consiglio del Nord Atlantico, che non è stato in grado di adottare risoluzioni, ma si è accontentato di leggere una breve dichiarazione del suo segretario generale che ha fatto appello alla de-escalation [12]. Varie fonti hanno a quel punto menzionato profonde differenze in seno al Consiglio. [13] La stampa ufficiale saudita ha pubblicato una registrazione audio di un avviso radio dei controllori di volo militari turchi rivolto all’aereo russo per dissuaderlo dall’entrare nello spazio aereo turco [14]. Molti politici dell’AKP hanno commentato questa registrazione e denunciato il rischio che hanno voluto assumersi le forze armate russe. Tuttavia, queste ultime hanno smentito la registrazione e hanno dimostrato che si trattava di un falso. Il governo turco ha poi negato qualsiasi coinvolgimento nella distribuzione di questa registrazione.

Il Presidente Putin ha definito la distruzione del Sukhoi 24 come una «pugnalata alla schiena». Ha pubblicamente messo in discussione il ruolo di Ankara nel finanziamento a Daesh, soprattutto in ragione del trasporto transfrontaliero indisturbato attraverso la Turchia del petrolio rubato. Il ministero degli Esteri russo ha chiesto ai 4,5 milioni di turisti russi che prevedevano di visitare la Turchia di annullare il loro viaggio e ha ristabilito i visti d’entrata per chi espatria dalla Turchia. Per decreto, il Cremlino ha proibito qualsiasi nuovo contratto tra persone o organi russi e persone o entità turche, includendo l’assunzione di personale, l’import-export di beni, e finanche il turismo [15]. Fino ad ora, la Russia aveva venduto gli S-400 Triumph solo alla Cina e all’Algeria. Questi missili anti-aerei sono (con gli S-500), i più efficaci al mondo. Per proteggere i suoi aerei, la Russia ha schierato nella zona una trentina di ulteriori caccia per scortare i suoi bombardieri. Soprattutto, ha dispiegato dei missili terra-aria S-400 sul suo aeroporto militare di Hmaymime (nei pressi di Lattakia). Con una portata di 600 km, questi sistemi possono agganciare fino a 160 obiettivi alla volta e distruggerli. Le forze della coalizione statunitense, incluse Francia e Turchia, hanno immediatamente sospeso tutti i suoi voli sopra la Siria. In base a questi elementi, possiamo concludere che la NATO era informata della preparazione dell’attacco turco e che lo ha lasciato fare. Tutto fa pensare che Washington, che potrebbe sostenere il progetto di un Kurdistan in Turchia, ma che si oppone all’invenzione di uno pseudo-Kurdistan in Siria, si prepara con la Russia a contrastare il progetto franco-israelo-britannico così come a suo tempo le due Grandi superpotenze si erano opposte alla colonizzazione del Canale di Suez (1956).

Fonte: Rete Voltaire