Ha ragione? Massì, diamo ragione a Giovanni Malagò sulla mezz’ora di ritardo di Virginia Raggi che lo ha spazientito facendolo fuggire con la sua squadra dal comune di Roma dove era in calendario l’appuntamento fra il presidente del Coni e la sindaca della capitale. Non è educato arrivare così in ritardo, e le buone maniere dicono che la Raggi ha sbagliato a fare così. Stop. A che serviva mai però quell’incontro? C’era qualcuno che si illudeva che a un’ora dalla conferenza stampa per annunciare il suo no alle Olimpiadi la Raggi poteva essere convinta di altro? C’era qualche asso nella manica di Malagò così rilevante da potere fare tornare sui suoi passi la sindaca dopo che Matteo Renzi e Roberto Giachetti prima del ballottaggio avevano chiesto ai romani di votare per il Pd se volevano le Olimpiadi e quelli nelle urne avevano scelto plebiscitariamente il contrario? Con quale argomento si poteva convincere la Raggi a dire sì quando prima del ballottaggio il presidente del comitato organizzatore, Luca Cordero di Montezemolo, aveva detto in un’intervista che se avesse vinto il M5s lui stesso avrebbe ritirato la candidatura alle Olimpiadi?

Malagò ‘Ottimista, incontro Raggi dopo Rio’Sono domande retoriche, naturalmente: quell’incontro era inutile, una sorta di sceneggiata che un manager di buon senso non avrebbe nemmeno accettato di fare. Anche perché è stato lo stesso Malagò solo quattro mesi prima delle elezioni romane a non avere dubbi, informando il Comitato olimpico internazionale che se a Roma avessero vinto le elezioni i 5 stelle, le Olimpiadi non si sarebbero mai fatte. Non sto qui a ricostruire i colloqui avuti da Malagò con i membri del Cio in proposito, perché potrebbe negare.

Però carta canta. E nello stesso documento inviato al Cio dal comitato organizzatore di Roma 2024 si spiega- sia pure con scarsa capacità di vaticinio-la politica italiana di fronte alla candidatura olimpica. E si spiega che solo due forze politiche sarebbero state totalmente contrarie ai giochi Olimpici in Italia: la Lega Nord e il Movimento 5 stelle. Dei grillini si spiega che contano poco: a Roma avevano appena l’8,3% dei seggi. Ma si dice che sostenevano di credere fermamente nello sport come “catalizzatore sociale”, opponendosi però “all’idea di spendere grandi somme che avrebbero potuto essere impiegate a rinnovare impianti sportivi o per aumentare la rete di trasporti”.

Più chiaro di così Malagò non avrebbe potuto essere. Certo, spiegava al Cio che il M5s contava poco o nulla a Roma, ma diceva apertamente che era la forza politica più ostile di tutte alla organizzazione delle Olimpiadi. Sui vaticini Malagò non è fortissimo: di politica capisce poco, di economia non molto di più. Tanto è che ha allegato una tabella sulla crescita del Pil italiano che sembra quasi una barzelletta: 1,51% nel 2016, poi 1,37% nel 2017 e via fantasticando. Ma lì potrebbe averlo fregato il ministero dell’Economia, che con le previsioni ci azzecca meno di tutti. La bischerata in questo caso è perdonabile.

C’è un altra cosa che però Malagò non racconta giusta. Ed è la pretesa di danno erariale che il Coni vanterebbe nei confronti della città di Roma per questo no. Sono girate cifre anche sui media- chi dice 20 milioni, chi ne dice 13, di purissima fantasia.

Quelle ufficiali sono infatti contenute nel bilancio della società Coni servizi, al cui interno è stato costituito il comitato di Roma 2024. E raccontano una ben diversa verità. Il Coni fin qui ha assegnato al comitato organizzatore per la promozione della candidatura di Roma olimpica solo 2 milioni e 197 mila euro, sul dettame del decreto legge del governo Renzi su sport e periferie. Verrebbe a costare di più una causa di danno erariale di quel che si potrebbe ottenere avendo ragione. E’ quindi arma spuntatissima, agitata più per il dispetto (incomprensibile, visto che le cose vanno come dovevano andare) che per serie ragioni.

Siccome nulla nel comportamento di queste ore di Malagò ha logica e il primo a saperlo dovrebbe essere il diretto interessato, resta aperta la domanda iniziale: con quali armi sperava di fare tradire alla Raggi quel che era stato deciso nelle urne e ampiamente affermato dal Movimento 5 stelle? Sarebbe interessante saperlo e farlo venire alla luce. Mi piacerebbe molto un bello streaming per capire le pressioni e gli argomenti convincenti che si sarebbe voluto usare. Anche se sarebbero serviti a poco: la Raggi ha dimostrato di essere assai più decisa e coriacea di quel che pensavamo…

Fonte: limbeccata.it