I musulmani italiani hanno detto no, ieri, a Roma, Milano e non solo, ai mangiamorte dell’Isis. La condanna della violenza bestemmiatrice nella Capitale ha sconfitto la pioggia di piazza Santi Apostoli. La folla – a cui s’è unita la pattuglia dei politici e di italiani non islamici – ha testimoniato la propria adesione alla religione della Clemenza e della Misericordia. Non è abbastanza, diranno coloro che – con il ghigno proprio del calcolo elettorale – hanno atteso fino all’ultimo un incidente per rinfocolare, con l’odio, l’equazione più richiesta, ovvero islam uguale terrorismo.
Gli islamici italiani, con un atto pubblico, hanno portato la loro solidarietà ai non musulmani di Parigi, del Mali e di ogni luogo, massacrati da chi, bestemmiando Dio, sporca già il Salam. È il saluto di benedizione rivolto agli uomini e al Creato e la cui traduzione è ben chiara ed è “pace”. Un atto pubblico e dunque un atto patriottico se si pensa che molti musulmani, proprio alle 15.00, ne ll’orario fissato per la manifestazione romana si presentavano al commissariato di Polizia del quartiere Battistini chiedendo di auto-schedarsi. Un’azione spontanea, questa del bussare all’uscio dello Stato, per confermarsi nella libertà di leali cittadini d’Italia il cui ius – il cui diritto – è tutto destinato oggi all’urgenza di fare fronte al terrorismo.
I musulmani italiani reclamano il diritto di combattere il fanatismo. E lo rivendicano doppiamente. Nel nome di Dio. E nel nome dell’u manità . Per gli innocenti a cui è strappata la vita e per salvare la religione universale di Maometto da chi, uccidendo in nome di Dio, semina tra gli uomini la gramigna di Satana. Non è abbastanza, ripeteranno ancora – al mercato dell’islamofobia –gli odiatori. Il lupo della mala coscienza, così come opera, pensa.

Fonte: Il Fatto Quotidiano