Il nostro Paese si sta impoverendo, ma continua a essere ricco di generosità e di buone intenzioni. Anche i più scatenati contro l’immigrazione incontrollata, in fondo, provano pena nei confronti dei poveracci che arrivano qui sfiniti sulle cosiddette carrette del mare, e desiderano salvarli se sono in procinto di annegare, poi ospitarli e sfamarli.

Davanti a donne, bambini e uomini disperati, d’altronde, è difficile rimanere indifferenti. Tanto è vero che da anni ormai, pur mugugnando, ogni giorno inviamo navi di pronto soccorso nel Mediterraneo e ci impegniamo per ridurre al minimo il numero di coloro che rischiano di essere inghiottiti dai flutti.

Ci siamo arrangiati per nostro conto, spendendo energie e capitali, allo scopo di essere all’altezza dei sentimenti umanitari di cui indubbiamente siamo dotati. Non esiste altro popolo che si sia dato tanto da fare quanto quello italiano per affrontare la tragedia delle migrazioni di massa. Tutti sono costretti a prenderne atto. Chi non lo fa, è in malafede.

Oggi però siamo stremati oltre che in bolletta: non abbiamo soldi per finanziare certe operazioni, e abbiamo esaurito la fantasia per trovare posti idonei ad accogliere gli extracomunitari. Li abbiamo sparpagliati in ogni regione, sistemandoli in alberghi, edifici pubblici, vari luoghi di fortuna. Alcune organizzazioni (associazioni per delinquere) hanno addirittura speculato su migliaia di profughi, veri o fasulli, come risulta dalle inchieste giudiziarie in corso a Roma. Quando ci si mettono anche i ladri a sfruttare fenomeni come l’immigrazione selvaggia significa che bisogna intervenire drasticamente e ripristinare l’ordine e la legalità. Questo lo capisce chiunque abbia a cuore l’ambiente.

Si tratta di studiare la strategia adatta per non cessare di aiutare chi, proveniente da terre disastrate, è in stato di necessità. Non è un’impresa difficile. Suggeriamo a Matteo Renzi e al governo che egli presiede di dire la verità e di agire di conseguenza La verità è che l’Italia ha dato tutto, dimostrando un inestimabile spirito di solidarietà. Ha fatto la sua parte al massimo, al punto che ora non può fornire neppure il minimo. Non è in grado di spendere un solo euro né di ricevere degnamente un solo straniero. Chiude bottega e affida ad altri Paesi della Ue il compito di ricoverare coloro che giungono da lontano e sono in cerca di una vita migliore. Bruxelles si comporti coerentemente con le sue prediche ripetitive.

Occorre sottrarre a un triste destino le sfortunate genti disperse in mare? Cari tedeschi, francesi, spagnoli, olandesi, belgi, danesi, polacchi, svedesi eccetera: non tiratevi indietro, sostituiteci nel ruolo di bagnini, mobilitate i vostri marinai e le vostre imbarcazioni e precipitatevi a dare manforte a chi rischia di affogare, portatelo in salvo (come noi abbiamo fatto sistematicamente per lustri) e trasportatelo nella vostra patria, evitando con cura di scaricarlo nella nostra già piena di problemi che non riusciamo a risolvere.

Coraggio. Invece di insegnarci con le parole a fare del bene a chi fugge da nazioni infestate da guerre e terroristi, fatelo voi stessi, confermate di essere bravi e altruisti come amate dipingervi con l’intento di porre in risalto la vostra superiorità morale. Il Belpaese, magari con metodi artigianali, per non dire cialtroneschi, si è svenato per non abbandonare i bisognosi; adesso tocca a voi fare altrettanto, ci auguriamo con maggiore efficacia. Probabilmente qualcuno di voi affermerà che quanto accade nel Mare Nostrum è appunto affare nostrum, di noi italiani. Col cactus, amici. Il Mediterraneo è una multiproprietà. Tant’è che i pescherecci di Mazara del Vallo non appena oltrepassano i confini delle acque territoriali vengono sequestrati. Quindi, il Mare Nostrum è anche vostrum, poiché la Ue, che vi piace mantenere compatta, non termina in coincidenza con le Alpi, ma prosegue fino a Lampedusa.

Vi ripugna l’ipotesi che tanti profughi diventino naufraghi e si inabissino? Forza, andate a soccorrerli e invitateli a dimorare nelle vostre belle e pulite città nordiche. Noi non siamo più nelle condizioni di poterlo fare. Figuratevi. Non abbiamo quattrini per rimborsare i pensionati defraudati dal governo Monti; non abbiamo quattrini per dare la casa ai nostri senzatetto, molti dei quali obbligati a pernottare in macchina o sotto i ponti (Roma docet); ci siamo indebitati per pagare la cassa integrazione a migliaia di disoccupati (vocazionali, spesso); siamo costretti a mantenere una classe politica e una classe burocratica pletoriche. Le risorse da investire in attività solidali sono state prosciugate.

Questi non sono pretesti per rifiutare il salvataggio di creature in balia del pelago, bensì le cause per cui ci arrendiamo e vi rifiliamo il testimone, fratelli europei. Coraggio. Datevi una mossa e manifestate buona volontà, almeno la stessa che per lustri noi abbiamo espresso attraverso i fatti. Alterniamoci sul pulpito. Ci siete stati per tanto tempo voi, adesso ci andiamo noi. Un po’ per uno, non fa male a nessuno. Non vi mancherà il nostro appoggio. Il Papa e tutti i preti italiani vi garantiranno preghiere, quelle sono gratis. Al resto, provvedete. Se coleranno a picco imbarcazioni stracolme di disgraziati sarà colpa vostra, d’ora in poi, europeisti immaginari.

Fonte: Il Giornale