Iconoclasti, stavolta ci tocca. Mieli è dappertutto. Gianni & Riotto detto Johnny, non tocca palla in tivù mentre Paolo Mieli, da par suo, ormai compare ovunque. Da Lilli Gruber, c’è Mieli, giri su Massimo Giannini e c’è Mieli, all’“Aria che tira” Mieli, dietro la porta di “Porta a Porta” appare Mieli, a “Che tempo che fa” è sempre tempo di Mieli. E Johnny, invece, patate.

Iconoclasti, stavolta ci tocca. Mieli è dappertutto. Nel frigo di casa trovi Mieli nascosto come l’inserviente giapponese che fa gli agguati all’ispettore Clouseau per tenerlo allenato. Ovviamente questo scatena la più gialla gelosia di Johnny che pure ha provato a mettersi nel solco di Mieli, a sua volta nel solco di Giovanni Minoli nella divulgazione della storia e però, niente, patate.

Iconoclasti, stavolta ci tocca. Mieli è dappertutto. Le nomine Rai sono state fatte e mentre Mieli – ahinoi, iconoclasti ci tocca essere proprio con LUI – sta valutando la conduzione in coppia con Giovanni Sabbatucci di “Striscia la Notizia” (per non dire di “Otto e Mezzo Estate”, da fare con Urbano Cairo direttamente), oltre a Johnny patisce l’assenza di video anche Joe Servegnini.

Iconoclasti, stavolta ci tocca. Mieli è dappertutto. Che qualcosa non funzionasse s’era capito già da un dettaglio: Mieli è stato dappertutto, anche a “La prova del cuoco” (dove s’è esibito preparando una squisita pastina), è stato anche a TeleNorba, spumeggiando di battute in battute con Gennaro Nunziante e Checco Zalone, ma ha disertato l’“Erba del Vicino”, la trasmissione abissale di RaiTre, nel senso dello share, di Joe dove pure poteva rispondere alla domanda delle domande: è più felice un pomodoro olandese o un pomodoro di Pachino? Niente, anche per Joe, patate.

Iconoclasti, stavolta ci tocca. Mieli è dappertutto. Per non dire di Marcel, ossia Marcello Sorgi, cui la nuova Rai di Antonio Campo dall’Orto affida la conduzione di “Linea Blu” dove l’importante editorialista della Stampa, nonché autore del best-seller Bompiani “Colosseo vendesi”, può esibire competenze degne del più navigato tra i lupi di mare.

Iconoclasti, stavolta ci tocca. Mieli è dappertutto e perciò è guest-star di “Linea Blu”, affidato alle cure del Comandante Marcel il quale, solcando, a bordo del suo yacht – doverosamente vestito da yacht-man – le onde del Tirreno, dello Jonio e del mar libico prepara sul ponte lustro e lindo la più squisita pasta ’cchi sardi, buona come mai la saprà fare Johnny.

Iconoclasti, stavolta ci tocca. Mieli è dappertutto e avendo mancato l’appuntamento di “Ballando con le stelle” si presenta ai provini dell’erigenda nuova edizione del “Grande Fratello” dove, mimetizzato tra la folla di giovani, riesce a sgamare – l’inequivocabile frezza bianca da suora laica vale più di un evidenziatore sui congiuntivi di Alessandro Di Battista – Joe Servegnini deciso di farsi prendere lì visto che perfino Daria Bignardi, pur decisa a scongiurare ascolti alti su RaiTre, vuole fare di tutta quell’erba un fascio e darla a fuoco.

Iconoclasti, stavolta ci tocca. Mieli è dappertutto. Capita l’antifona, Moiro Orfeo, detto Orfei, attualmente direttore del Tg1, cerca di salvarsi e si affida a una pensata. Prendendo spunto dal Tg4 di Alessandro Cecchi Paone, adotta anche lui dei cartelli semplificativi e riassuntivi per ogni notizia ma – ecco la furbata – per ogni volta-pagina c’è riprodotto il faccione di Mieli con un fumetto e, in ogni nuvoletta, è stampata la didascalia.

Iconoclasti, stavolta ci tocca. Mieli è dappertutto. Nel dubbio, Moiro, però abbonda. Mieli da solo non basta, questo è il ragionamento di Orfeo detto Orfei e perciò, nei fumetti del tg, a Mieli alterna il faccino di Italo Bocchino (suo muso ispiratore). Non basta neppure Bocchino e negli speciali di costume e società mette la faccetta di Fed Rampini con la tunichetta bengalese.

Iconoclasti, stavolta ci tocca. Insomma, Moiro a momenti mette tutti eccetto Johnny che pure del Tg1 fu sì direttore ma sempre dietro a Marcel, ossia Marcello Sorgi di cui a Saxa Rubra, altro che fumetto – Mieli non se ne abbia a male – sorge una statua. Sorge il Sorgi e Johnny, more solito, patate.

Fonte: Il Foglio