L’Europa sarà sgangherata, inutile o addirittura dannosa, ma bisogna riconoscere che ha una fantasia (comica) inesauribile e sorprendente. L’ultimo suo parto è geniale: una disposizione riguardante i condizionatori d’aria, fondamentali in questo periodo di straordinaria calura.

O hai un impianto di refrigerazione, in casa e in ufficio e perfino in automobile, oppure sei fritto. Su questo purtroppo non ci piove. Cosicché i responsabili della buona convivenza continentale, hanno stabilito che certe comodità climatiche, se è giusto concederle, è altrettanto giusto regolamentarle.

Come? Il cittadino non solo deve denunciare il possesso del (o dei) condizionatore, ma sottoporlo a controlli onerosi (periodici). Dalle informazioni giunte da Bruxelles a riguardo di questa raggelante materia, apprendiamo che dovremo pagare una tassa, sia pure mascherata. In altre parole, vuoi stare fresco? Sei obbligato a versare da 180 a 200 euro per retribuire il tecnico che verificherà, periodicamente, lo stato di efficienza del tuo climatizzatore. Non c’è che dire: l’idea dei burocrati è brillantissima. Ogni Paese dell’Ue avrà in questo modo l’opportunità di incassare denaro e, al tempo stesso, di garantire alla collettività che l’aria fredda sprigionata dagli impianti sia compatibile con le esigenze ecologiche.

Chiaro? D’ora in poi, oltre a sborsare quattrini per l’acquisto di un condizionatore, sarai costretto a sganciarne per avere il permesso di usarlo. Stupendo. Non aspettavamo altro. Pare che alla notizia del descritto balzello da infliggersi alla gente stordita dall’arsura, Matteo Renzi abbia esultato. Bene, avrebbe esclamato, riscuoteremo altre palanche provvidenziali per finanziare le riforme che annunciamo e non realizziamo. Come dargli torto? Ogni occasione per raggranellare euro e strizzare le tasche dei contribuenti è buona, guai a trascurarla. D’altronde, l’Europa ha già dimostrato di saperci fare se si tratta di complicare la vita ai cittadini e di svuotare loro il portafogli. Famosi sono i provvedimenti (recenti) sulle vongole e quelli (antichi) sulle zucchine, per tacere delle mozzarelle e delle pizze soggette a normative tali da ammazzare il mercato nostrano. Alcuni lettori penseranno che, con la botta parafiscale sui condizionatori, l’Ue abbia raschiato il fondo del barile, esaurendo ogni possibilità di raccattare grano. In realtà, noi del Giornale, per quanto euroscettici, siamo all’altezza di suggerire agli schiavetti di Angela Merkel altre strade per fare cassa, imponendo ulteriori tributi originali e mai utilizzati per distrazione. Ecco alcune dritte di cui vorremmo far dono a Renzi affinché si faccia bello con la cancelliera teutonica.

Ascolta, Matteo: visto che non esiste attività umana che non sia stata penalizzata da tributi, assodato che Salvini ha in mente di regolarizzare fiscalmente la prostituzione, tu, spiazzando tutti, lancia il progetto di un dazio sulla masturbazione. Ci rendiamo conto che sia difficile procedere in questo senso: come si fa a quantificare il numero delle masturbazioni e a calcolare l’entità complessiva del balzello? Sveglia, caro premier. Ricorri all’imposta forfettaria, cioè a un canone tipo quello della Rai. Il contribuente versa un tot, poi si masturba quanto vuole, evitandosi il disturbo di tenere la contabilità.

Poiché tu, presidente, sei un po’ maschilista, anche se lo nascondi valorizzando la Boschi, avresti l’occasione di raccogliere soldi anche tassando le mestruazioni. Lo so, è antipatico prendersela con le giovani donne, però pecunia non olet: applica ancora un bel forfait e non avrai grossi problemi con le pari opportunità e neppure dovrai mobilitare quelli degli studi di settore. Basta compulsare l’anagrafe per identificare le signore da esentare dalla tassa per motivi fisiologici.

Un ultimo consiglio prezioso: introduci una gabella pesantuccia sulle corna attive e passive ossia sulle avventure extraconiugali. Con tutti i cornuti che ci sono in Italia, caro amico, con questa gabella lo Stato diventa ricco sfondato, e tu fai un figurone tale da oscurare la fama di Quintino Sella. Per essere sicuri che tutti i cornuti e tutti i cornificatori saldino il debito con l’erario, è sufficiente che tu metta gli uni contro gli altri, costringendoli così a denunciarsi reciprocamente. La tecnica della delazione nel campo dei tradimenti funziona a meraviglia.

Ma va’ a dà via i ciapp, col ventilatore in mano.

Fonte: Il Giornale