Noi del Giornale abbiamo parecchi vizi, forse tutti. Il più grave è quello di leggere sulla Repubblica gli articoli del fondatore della medesima, Eugenio Scalfari.

Non è vero che invecchiando egli sia peggiorato, perdendo in lucidità o capacità di analizzare i fatti politici. A oltre 90 anni, è ancora l’uomo di una volta: arriva sempre in ritardo, oggi come un tempo. Non ha mai azzeccato una previsione, essendo convinto che le proprie opinioni incidano sulla realtà, mentre è quest’ultima che dovrebbe influenzarle. Scalfari non è giornalista: è molto di più, un guru con la pretesa di determinare il corso della storia. Ma la storia se ne impipa di lui, come di tutti, e lo prende in giro.

Ieri, nel suo sermone domenicale, è stato sublime. Si è accorto che la Ue è un bidone. Per giungere a questa ovvia conclusione ci ha messo una vita, lustri e lustri. Capita a tutti di essere lenti nell’afferrare il senso delle cose, ma a lui succede sempre. La dimostrazione sta nelle sue stesse parole, che riportiamo integralmente: «Insomma l’Europa non c’è e la disaffezione dei cittadini dei Paesi membri, i 28 dell’Ue e i 19 dell’Eurozona, nei suoi confronti tende ad aumentare, il che rende ancora più spinosa la questione».

Pur essendo espresso male, il concetto è abbastanza chiaro: secondo l’ex direttore della Repubblica , l’istituzione europea non esiste, è un mastodontico complesso inutile, un mostro di insensatezza, un aborto. Esattamente ciò che noi negletti, ovvero euroscettici della prima ora, abbiamo sostenuto pervicacemente dal dì in cui entrò in vigore la moneta unica, attirandoci le critiche, dense di disprezzo, dell’intera sinistra idealmente capeggiata da monsignor Eugenio. Le cui lezioni europeiste sono memorabili anche perché impartite con pertinacia fino alla scorsa settimana. A che si deve la brusca sterzata? Perché il guru si è reso conto – senza dirlo – che avevamo ragione noi e torto lui?

L’attacco del suo articolo festivo è illuminante: si riferisce alle agghiaccianti imprese terroristiche in Tunisia, Francia e Kuwait, che hanno riportato d’attualità il pericolo che i fondamentalisti musulmani facciano strame dei valori occidentali e massacrino la nostra gente con irrisoria facilità. Era ora che Scalfari si svegliasse e comprendesse il nocciolo della questione che noi abbiamo masticato e digerito da tempi remoti, sfidando il dileggio di persone arroganti e supponenti quanto lui. Il nostro, tuttavia, si illude ancora che sia possibile recuperare lo spirito europeista originario e finalmente realizzarne gli ambiziosi progetti (ingenui).

Offro ai lettori un altro brano del vegliardo: «Se la Germania prendesse l’iniziativa, se le varie autorità europee si ponessero sulla stessa linea, se i governi nazionali accettassero il loro declassamento e la federazione con un suo regime necessariamente presidenzialista, allora il finale shakespeariano sarebbe diverso…». Accidenti, quanti «se». Dalle mie parti, altro che Shakespeare, dicono: «Se mia nonna avesse avuto le ruote, sarebbe stata un’automobile».

La verità, esimio Scalfari, è che per un quarto di secolo, anzi di più, non hai capito niente. L’Europa se ne infischia del terrorismo e della sicurezza dei cittadini, così come sorvola sul loro benessere, essendo una costruzione meramente finanziaria e burocratica che bada soltanto alla stabilità monetaria e agli interessi della Germania, fulcro del Quarto Reich. Basti considerare quanto sta accadendo nelle trattative quinquennali tra Bruxelles e Atene circa i debiti greci. Discussioni periodiche e ripetitive nonché inconcludenti. Qual è lo scopo dell’estenuante negoziato privo di sbocco? La stabilità dell’euro è un dogma. Il resto è eresia, fastidioso orpello. L’Europa non si occupa di politica né mai se ne occuperà. Pensa ai bilanci, al Pil, al deficit. Il suo dio è la moneta unica. La vita della gente o è funzionale alla valuta o è pattume.

Per i cretinetti della Ue l’immigrazione è un dettaglio ininfluente; che l’Italia si arrangi a pescare i disgraziati nel Mediterraneo e li accolga come può, anche nei trulli, purché non scocci i geni di Strasburgo e dintorni. Quanto al terrorismo, all’Isis e similari, uffa, per un po’ di folclore quanto la meniamo! Ecco cos’è l’Europa tanto cara a Scalfari e a quelli del suo club di presuntuosi. Trasformarla in una cosa seria non si può perché seri non sono coloro che la vogliono.

Fonte: Il Giornale