Vedovi di Hillary & orfani di Obama. Piange Detroit e piange Syracuse, negli States c’è lo lutto in ogni house. L’amaro caso delle bad news. Crolla l’establishment e frana l’informazione globale. La grande stampa non ci ha capito una beneamata cippa e non c’è testata che non abbia preso il suo granchio. Trionfa Donald Trump alle elezioni presidenziali ed è tutto un pianto di prefiche in ogni dove. Piange Detroit e piange Syracuse, negli States c’è lo lutto in casa.

Vedovi di Hillary & orfani di Obama. L’amaro caso delle bad news. Due però sono gli eroi in questa terribile vicenda. Gli unici a riconoscere di avere sbagliato. E sono il New York Times e – solitario a dispetto del suo stesso giornale – Beppe Severgnini (che per l’occasione smette di essere Joe Servegnini).

Vedovi di Hillary & orfani di Obama. L’amaro caso delle bad news. L’indomito combattente con la frezza bianca, la frangetta da suora laica, e l’impermeabile ha scritto l’unico pezzo onesto e sincero. Uscito da casa dopo una nottata passata a stropicciarsi gli occhi, tanto gli sembrava impossibile, al portiere dello stabile che lo salutava con squillante buongiorno ha così replicato: “Buongiorno un par de bal”.

Vedovi di Hillary & orfani di Obama. L’amaro caso delle bad news. Altro che Gianni & Riotto detto Johnny. L’eroe del giornalismo liberal è avvelenato come una biscia contro i contestatori scesi in strada per protestare contro l’elezione del marito di Melania e li martella su Twitter: “Ora si presentano? Millennials dei miei stivali! Sono gli stessi che si sono astenuti alle elezioni. Dovevano votare prima, non adesso!”.

Vedovi di Hillary & orfani di Obama. L’amaro caso delle bad news. L’editorialista della Stampa, già consigliori di Henry Kissinger, di Pepè Le Mokò e di Galina Seminova (celeberrima spia del Fsb passata alla Cia), non è riuscito a fare valere le proprie ragioni nella lunga notte della Maratona Elettorale su SkyTg24. Francesco Specchia, su Libero, lo pela ben bene evocando nientemeno che la “Sindrome della Contea di Duval”.

Vedovi di Hillary & orfani di Obama. L’amaro caso delle bad news. La scena, descritta da Specchia, è degna di Bill Wilder. Il columnist già comunista è preso nell’istante in cui decreta il colpo di scena: “I dati mi dicono che nella contea di Duval la Clinton è avanti di 2.000 voti, e se vince nella contea di Duval vince dappertutto…”. Duval incombe ma Specchia, perfido, insiste: “Duval, cambia il risultato elettorale”.

Vedovi di Hillary & orfani di Obama. L’amaro caso delle bad news. La contea di Duval è nei pensieri di Riotto. Il facciotto barbuto caracolla in primo piano, nel collegamento, sillabando in labiale con l’aria di chi la sa lunga: “Du-val!”. Johnny guadagna lo share della notte: “Trump non vince, ho qui i dati della Florida”. Specchia, sempre più perfido, incoraggia nel lettore un gioco d’assonanza alla Gigi Proietti e dunque Duval!-Dupal!.

Vedovi di Hillary & orfani di Obama. L’amaro caso delle bad news. E sono proprio Dupal! Anche a Duval, infatti, Donald Trump vince e il nostro Johnny, incapace di maturare un’etica cavalleresca degna di The New York Times o di Beppe Severgnini (che per l’occasione smette di essere Joe Servegnini), strepita su Twitter: “Elettori non laureati di Trump 69,5 per cento, di Clinton 31 per cento”. Specchia, crudele più di Ivan il Terribile, fa subito notare: “Il 100,5 per cento non esiste ancora in natura”.

Vedovi di Hillary & orfani di Obama. Piange Detroit e piange Syracuse, negli States c’è lo lutto in ogni house. Amaro è il caso delle bad news. Inutile dire che l’ufficio stampa della Casa Bianca per tutta la notte non ha considerato Johnny, anzi, obbligato all’imparzialità, ha voluto mantenere in Italia il contatto col più autorevole, il più preparato, il più lucido, il più smagliante, il più uso alle scienze dello spirito, il importante – insomma – tra i columnist.

Vedovi di Hillary & orfani di Obama. Uno e uno solo è il giornalista che esce indenne da questa catastrofe dell’informazione. Uno e uno solo che – schiena dritta – ha saputo essere fedele alla regola di lealtà col lettore. Il primo che Michelle e Melania, rispettivamente First Lady uscente e entrante, leggono ogni mattina. Ed è Marcel, ovvero, Marcello Sorgi, l’unico che non fa piangere né Detroit e neppure Syracuse e porta the sun in ogni house.

Fonte: Il Foglio