La parte più progredita d’Europa, per esempio la Danimarca e la Svezia, dopo anni di tentennamenti in ossequio al politicamente corretto, cioè al dovere di ospitalità nei confronti dei migranti, ha deciso di dire basta all’invasione degli stranieri e di chiudere le frontiere.

E nessuno ha fiatato. Zero polemiche. La maggioranza dei Paesi Ue ha abbozzato. Significa che la ragione comincia a prevalere sulle elucubrazioni sterili che sono poi la culla dell’inerzia. Non ci voleva molto a capire che le suddette frontiere se, in caso di emergenza non si possono sbarrare, tanto vale abolirle lasciando libero il traffico delle persone, comprese le peggiori.Per lungo tempo i progressisti europei avevano pensato che i popoli in (…)(…) difficoltà di vari continenti (affamati o perseguitati dalle guerre) avessero diritto alla nostra accoglienza. Cosicché chiunque protestasse, e invocasse una selezione degli extracomunitari da aiutare, era considerato indegno, razzista, da condannare. In Italia coloro i quali sollecitavano i governi a respingere gente pericolosa erano guardati quali xenofobi da bandire dal consorzio civile. Ne sanno qualcosa i leghisti, deplorati ed emarginati, accusati di inferiorità morale e culturale solo perché pretendevano di disciplinare gli ingressi.Poi, la Germania, sorprendentemente ha spalancato le porte ai siriani ed è successo il finimondo. È notizia fresca che nella Colonia multietnica, durante la festa di Capodanno, un migliaio di nordafricani e mediorientali ne ha combinate di ogni colore, borseggiando, aggredendo e molestando sessualmente un centinaio di donne. E i tedeschi non sono più tanto felici di ricevere in casa loro qualunque forestiero. Dal mugugno sono passati alla ribellione. La Merkel trema e probabilmente è pentita di avere ceduto al buonismo insensato che l’aveva indotta a sottovalutare i rischi del fenomeno immigrazione selvaggia. Ovvio, tutti sanno che esistono uomini e donne meritevoli di asilo politico poiché in patria la loro pelle è a repentaglio. Ma essi costituiscono una minoranza. In larga misura gli occupanti sono dei poveracci, una massa di disperati i quali, pur suscitando pietà, non siamo in grado di alloggiare per mancanza di spazi, di strutture e di risorse. Non c’è nazione in Europa all’altezza di assicurare un tetto e un lavoro a milioni di individui stranieri. Questo è evidente, ora, anche per i partiti che fino a ieri predicavano, vantandosene, la teoria dell’integrazione a ogni costo. Teorie che hanno mostrato di essere insostenibili, almeno nell’attuale situazione dell’Unione.Al punto in cui siamo, è una follia non sospendere i trattati di Schengen e non ridiscuterne i contenuti alla luce di quanto sta accadendo. L’Inghilterra è insoddisfatta da lustri delle regole comunitarie, in Francia cresce il malumore interpretato dalla famiglia Le Pen, la Spagna è noto che non ce la fa più, di Svezia e Danimarca abbiamo detto, non parliamo dell’Ungheria. L’Italia può consolarsi del fatto che presentemente non presta più il fianco a critiche se una quota dei propri elettori è politicamente scorretta. Essi non sono più xenofobi, ma lungimiranti avendo intuito per primi che bisogna rispondere concretamente alla minaccia dei barbari.Vittorio Feltri

Fonte: Il Giornale