Molti folgorati sulla via di Renzi si chiedono com’è che il Sire di Rignano non piaccia a tutti: lo reputano inconcepibile. Provo a rispondergli io.

Perché tra i sogni di molti non c’era, e non c’è, riscrivere la Costituzione con Verdini.
Perché gli Scilipoti sono moralmente improponibili anche quando vanno da destra a Renzi, che è poi – a ben pensarci – un percorso neanche troppo incoerente.
Perché tra Razzi e Migliore, o tra De Gregorio e Andrea Romano, non è detto che uno scelga i secondi. (Magari, per dire, non sceglie proprio. Non scorgendone le differenze).
Perché se prima di farti eleggere prometti la spending review, e quando sei stato eletto (da chi?) per prima cosa ti regali un aereo carissimo – pure usato e neanche troppo ben messo – per poter twittare da sopra le nuvole, a quel punto un po’ di credibilità la perdi.
Perché prima di farsi eleggere voleva il tetto contante a 500 euro e ora a 3mila. Ops.
Perché c’è un limite nell’essere bugiardi, ma lui lo supera. Con agio.
Perché Berlusconi aveva una classe dirigente fatta di Gelmini e Biancofiore, e perché i grillini hanno tra le truppe chi usa i congiuntivi come parmigiano sul pesce e crede ai complotti anche solo se il bagno del ristorante è occupato, ma non è che Renzi sia circondato da piccoli Churchill. Anzi.
Perché, tra la Boschi e la Carfagna, è tutto da dimostrare che la seconda sia peggiore.
Perché la Picierno. E basta.
Perché se essere di sinistra significava per molti non il credere a ideali diversi, ma il vincere costi quel che costi, allora non è più politica ma calcio: allora è tifare. Allora, per troppi “intellettualoni”, votare Pds e derivati significava solo tifare Inter (o Milan, o Juventus, o quel che volete voi) e sperare anche loro – prima o poi – in qualche arbitro compiacente. E se è così, non stupitevi se nel frattempo in tanti sono scesi dal treno.
Perché Renzi, pur di vincere, ha spostato l’asse del Pd non tanto verso il centrodestra, ma ha piuttosto creato una Democrazia Cristiana 2.0 popolata da paninari invecchiati, droidi impalpabili e gattopardi mai fuori moda.
Perché Cicchitto se ne intende.
Perché Riotta non se ne intende.
Perché ha abbattuto lo Statuto dei Lavoratori.
Perché ha trasformato l’assunzione a tempo indeterminato in tempo perennemente determinato (però non te lo dicono).
Perché la riforma della buona scuola è una “buona sòla”, e per una volta la statista Anna Ascani ci ha visto giusto su Twitter.
Perché attacca i giornalisti e ha un’idea di Rai come quell’altro.
Perché non racconta come ha speso quei soldi in Provincia e Comune a Firenze.
Perché Marino è un comico inconsapevole, ma De Luca è molto peggio.
Perché è caricaturale in ogni cosa che fa, sembra Jerry Calà venuto malino e se lo avessimo avuto in classe (e ce lo abbiamo avuto) lo avremmo riempito di capaccioni.
Perché a scuola copiava dal compagno di banco bravo, e oggi dalla Confindustria meno brava.
Perché già allora era il più antipatico e bruttino, e ciò nonostante giurava di aver baciato la più carina del Liceo. E qualcuno, chissà perché, gli credeva.
Perché i suoi abracadabra sono vecchi di vent’anni, e se ai Lerner basta oggi “No Imu per tutti” per votarlo, io mi ricordo ancora quando a dirlo era un altro. E però, al tempo, ai Lerner non bastava per volerlo. Anzi, non gli piaceva per niente.
Perché le Province ci sono ancora.
Perché il Senato ci sarà ancora (però sarà inutile).
Perché l’Italicum è persino più brutto del Porcellum.
Perché ognuno ha le perversioni che si merita.
Perché, quando era boyscout, nelle cuffie del walkman ascoltava Wild Boys. E gli bastava per sentirsi ribelle.
Perché “Quando è merda è merda/e non ha importanza la specificazione” (questa è volgare, ma più che altro è di Gaber e Luporini. E dunque non è volgare).

Per tutti questi motivi, e la lista è assai incompleta nonché in continuo aggiornamento, milioni di italiani continueranno a ritenere impossibile diventare renziani. Fatevene una ragione.

Fonte: Il Fatto Quotidiano