Niente da fare, Johnny – mito della Nazione – supera la più sfrenata fantasia di questa nostra timida rubrica. E perciò, povero Johnny: non solo deve patire il crudele confronto con l’immenso Marcel, ovvero Marcello Sorgi, gigante in ogni sua cosa. Deve subire, il nostro Johnny, anche il paragone con Anzaldi, il più situazionista dei situazionisti, il più vicino tra i vicini a Matteo Renzi.

Partito della Nazione & miti della Nazione. Il tapino Johnny rischia di ritrovarsi rovinato a causa del cognato e neppure sfoderando il resta della sua parentela riesce a spuntarla nella competizione. E’, infatti, zio di Daria Bignardi, cugino di Antonio Campo dall’Orto, nipote di Mauro Masi, patrozzo di Ilaria Tanaliberetutti e figghiozzo di Sergio Zavoli.

Partito della Nazione & miti della Nazione. E’ anche compare d’anello di Angelino Alfano, Johnny, ed è mezzo inteso con Gianfranco Micciché con cui si spartisce zucchero e caffè e però niente: il mondo gli preferisce Michael e, va da sé, Marcel, veri campioni nel torneo delle Nazioni.

Partito della Nazione & miti della Nazione. Johnny combatte indefesso e chiama direttamente Detroit per radunare amici, e amici degli amici. Combattendo, infine, proclama: “Sono io il direttore della Nazione!”. Matteo Renzi in persona, commosso da tanta abnegazione, lo proclama direttore naturale del renzismo ma Tommaso Cerno, dalla tolda del suo giornale, paragonandosi a Nelson Mandela, a Martin Luther King e allo stesso Micheal Anzaldi, contrasta le mire egemoniche di Johnny con una clamorosa rivelazione: “Altro che unioni civili, Johnny è in combutta con i fratelli Zappacosta!”.

Partito della Nazione & miti della Nazione. Un altro nostro eroe, nel frattempo, s’oppone a Johnny. E’ Joe Servegnini che, superando anche lui la nostra sempre più frale fantasia, torna in libreria con “Italiani si diventa”, la sua auto-life dove si mostra in nero crine e senza la sua proverbiale candida frezza.
Partito della Nazione & miti della Nazione. Wanda Osiris scrive alla Rizzoli: “Per la mia autobiografia non voglio simili cadute di stile. C’è un limite anche al narcisismo. Al confronto di Servegnini mi sento sobria e schiva”. Anche Moira Orfei fa una diffida: “La mia vita la posso raccontare solo al mio vero erede: Mario Orfeo detto Moiro, il domatore del Tg1”.

Partito della Nazione & miti della Nazione. Joe nerocrinuto porta lo scompiglio in ogni dove. Fed Rampini pretende di essere vestito da Baldassarre mentre consegna oro, argento e mirra a Donald Trump attorniato dagli scudieri: Fed Gaspare Fubini e Ferd Melchiorre Giugliano, i re Magi del giornalismo di Wall Street (e della noia).

Partito della Nazione & miti della Nazione. Joe sovrasta per narcisismo ma Johnny non si dà per sconfitto. Ricorre a un astuto fotomontaggio in cui da bambino con prodigiosa agnizione s’inginocchia davanti a Matteo Renzi in fasce come Giovanni Battista davanti al Bambinello: “Dopo di me verrà un Uomo cui non son degno di sciogliere i calzari”. Dura protesta delle suore laiche: “Eravamo affezionate alla frezza bianca di Servegnini. Joe era una di noi. Ha costruito su di noi la sua fortuna e ora ci rinnega”.

Partito della Nazione & miti della Nazione. Sempre più servizievole Servegnini offre la copertina del suo nuovo libro a una foto adolescenziale di Luca Lotti con capigliatura leonina, folta e photoshoppata minuziosamente rispetto a ogni spolveratina di forfora. Non manca Maria Etruria Boschi, fotografata da Servegnini mentre veglia il suddetto Bambinello nel presepe vivente di Laterina. A conferma della doti soprannaturali di Madonna Boschi, Joe e Johnny investono i diritti d’autore in Banca Etruria e sottoscrivono obbligazioni da affidare al padre e al fratello della Boschi: “E’ come metterli in cassaforte”. Novello San Giorgio in lotta contro il drago, Cerno acquista un lotto di giubbotti di zebra dal papà di Renzi per poi apparire nel Giglio Magico e così brandire il dardo contro Johnny: “Vile, confessa, il tuo cuore batte per i Zappacosta!”.

Fonte: Il Foglio