Dopo un fatto orribile come la strage di Orlando nel locale gay, tutti si interrogano sui riflessi sulla campagna elettorale americana. Come sappiamo il killer è un cittadino americano ma figlio di afghani. Simpatizzante dell’Isis, anche se l’ipotesi di un attacco preordinato dallo Stato Islamico appare per ora poco probabile. Verosimilmente si è trattato di un gesto isolato motivato principalmente da un’assurda, insensata omofobia.
L’autore era un pazzo, uno squilibrato e come tale andrebbe considerato. Ma di origine afghane e islamico. E questo cambia tutto.

La conseguenza più immediata è evidente: si rafforzano le posizioni di Trump contro l’Islam, contro l’immigrazione e contro la politica interventista americana, che è all’origine della destabilizzazione di molti Paesi in Africa e in Asia, come l’Afghanistan. Quella politica di cui Hillary è una delle principali alfiere.

Ma c’è un altro riflesso, che pochi commentatori hanno colto. Non sulle presidenziali americane ma sul Brexit. I sensori britannici sono molto sensibili a tutto quel che accade negli Stati Uniti, soprattutto quando si è nel pieno di una campagna referendaria in cui l’immigrazione, come si sa, è uno dei temi portanti.

La strage dell’altra notte favorisce Trump, certo, ma le presidenziali sono lontane, mentre in Gran Bretagna si vota fra dieci giorni, ovvero, politicamente, domani. E sapendo che il voto rischia di essere deciso da un manipolo di indecisi, i fatti di Orlando, pur essendo avvenuti a migliaia di chilometri di distanza, rischiano di determinare l’esito del voto, cristallizzando il disagio per un’immigrazione incontrollata, per un Islam sempre più temuto, per una società destabilizzata nelle sue fondamenta identitarie.

E contro l’indignazione per fatti che non necessitano interpretazioni e alimentano i sentimenti e l’emozione, non c’è spin che tenga, almeno nel breve periodo. Vedremo come andrà a finire. Di certo da domenica, il Brexit è più forte. Sarebbe paradossale se a determinare un voto storico fosse il gesto di un islamico di origine afghane ovvero di un Paese colpito militarmente proprio dalla Gran Bretagna, a sostegno degli Stati Uniti.

Fonte: Il Giornale