«Ma, se uscissimo dalla NATO, chi ci difenderebbe?»
Molto istruttiva la domanda. Infatti c’è molta gente, perfino fra i miei contatti su Facebook, che pensa che la NATO sia un’organizzazione militare “difensiva”. Qui c’è un grave difetto d’informazione. La NATO non è un’organizzazione difensiva. Non lo è mai stata in realtà, ma dal 1999 è divenuta anche formalmente, giuridicamente, un’alleanza offensiva. Infatti la NATO bombardò la Jugoslavia. Ufficialmente per “ragioni umanitarie”, in realtà sappiamo che fu una decisione americana (Albright). Ce lo raccontò con tutti i particolari, l’ex ministro degli esteri italiano Lamberto Dini. La NATO ha assunto il comando del corpo di spedizione coloniale americano in Afghanistan. La NATO conduce in questo momento manovre militari in tutte le aree confinanti o fronteggianti la Russia. La NATO prepara la guerra. Lo si vede a occhio nudo. Bisogna essere ciechi per non vederlo.
Ma qualcuno pensa che potrebbe servire, adesso, per difenderci dall’ISIS, che si appresterebbe a “sbarcare” in Italia dalle coste dell’Africa.
Davvero?
Ma questa tesi sta in piedi solo se non si sa che il cosiddetto Stato Islamico è una creatura di uno dei nostri alleati nella NATO, cioè dei servizi segreti americani. E di alcuni paesi con i quali noi abbiamo calde relazioni diplomatiche: Israele, Arabia Saudita, Qatar. Solo se non si sa che il “califfo” Al-Baghdadi è stato un agente del Pentagono e della CIA: uno o l’altro o entrambi? Dunque dovremmo difenderci da un nostro alleato. E pensa qualcuno, davvero, che la NATO verrebbe a difenderci dagli Stati Uniti o da Israele. Ora, io rispetto la decisione di chi non firma la petizione per l’uscita dell’Italia dalla NATO perché si sente parte del sistema aggressivo dell’Occidente. Dio lo protegga (da se stesso). Ma non ci venga a dire che non firmerà perché ha bisogno di protezione.
Fonte: Megachip