Aboliamo la festa del papà perché c’è un bambino che ha due mamme e non un padre. In un asilo romano del quartiere africano, municipio II, è successo davvero e non è un caso isolato. Per non ferire l’alunno con due mamme lesbiche tutti gli altri bambini non devono festeggiare il padre. La stupidità resterebbe invariata se non si festeggiasse san Giuseppe perché un bambino ha perso il padre, è trovatello o suo padre è in galera. Che raccapriccio la banale famiglia tipo padre-madre-figli, magari con l’aggravante della nonna in casa…

I precedenti alla demenza in classe non mancano. Scuole che non festeggiano Natale e Pasqua perché c’è un bambino di altra religione. Niente feste nazionali se c’è un bambino extracomunitario. Niente 25 aprile se c’è un figlio di fascisti? No, quella non si tocca. La scuola italiana è il principale laboratorio della stupidità collettiva, travestita da progresso umanitario. Quasi peggio della tv, dove la stupidità almeno è passiva e ricettiva, a scuola invece si fa attiva e militante. Qui non siamo al rispetto delle minoranze e delle libertà individuali, ma alla negazione della vita reale per la gente comune nel nome della diversità, che da diritto muta in canone.

La scuola istituisce il canone, mentre la tv si limita a farlo pagare. Non sono un tifoso di queste feste standard e commerciali – la mamma, il papà o il gatto – ma il bersaglio qui non è la festa consumista e finta. È la famiglia vera, è il sentire comune, è la tradizione di casa. Cretini, ma non innocui.

Fonte: Facebook