Caro Claudio, leggo cosa scrivi, anche nei tuoi libri, e apprezzo; ma ho la sensazione che via sia da parte tua un costante desiderio, certo costruttivo, di evocare le forze del bene. La vita però, nei fatti, è brutale e imprevedibile.

Penso che senza divenire cinici, bisogna anche accettare che talvolta la vita gioca dei brutti scherzi. Se non lo metti nel conto rischi di pagare un prezzo molto, talvolta troppo alto.

Nella realtà non è sempre il bene ad avere la meglio e credo che negarlo sia un po’ come rimanere bambini. Ciao, Federico

Ciao Federico, è senz’altro vero che valorizzo sempre anche l’aspetto positivo di ogni situazione. Lo faccio proprio perché “La vita però, nei fatti, è (anche) brutalità e imprevedibilità”, e per fronteggiarle occorre conoscere e maneggiare bene anche gli aspetti positivi, della vita e nostri.

Niente di più sbagliato e debilitante di pensare la vita come sempre buona e appagante, e soprattutto, di immaginare di poterla controllare o dirigerla. Possiamo fare molto, invece, riconoscendo i limiti in cui ci muoviamo, primo tra i quali quello di non poter controllare quasi nulla ( tranne – in parte- noi stessi), e all’interno di quei limiti godere le sue meraviglie, e le nostre.

Fossimo i “padroni” della nostra vita, come riconosceva per esempio il filosofo e psichiatra Carl Jaspers, avremmo nuove e insopportabili angosce. Nei limiti che essa di volta ci propone, invece, compreso il fatto che tutto è in continuo cambiamento, possiamo godercela, finché c’è. Ma ora sentiamo gli altri, e anche te, ciao Claudio

Fonte: Corriere della Sera