Certo che è l’espressione di “un nuovo e più pericoloso autoritarismo” Matteo Renzi, per come scrive Paolo Cirino Pomicino nel suo libro “La repubblica delle giovani marmotte”. A differenza di Silvio Berlusconi che può avere tutti i difetti eccetto la cattiveria, Renzi va giù duro nella somministrazione di sé e del potere al punto di realizzare il più devastante conformismo. Non c’è un potere, attualmente, in grado di calmierarne la tracotanza. Perfino la magistratura se ne sta zitta e buona. Inutile dire dei giornali. Neppure Bettino Craxi, e neanche Massimo D’Alema, ebbero tanta cortigianeria. L’unica a farsi carico dell’opposizione è la realtà e lui, comunque, non è l’erede di Berlusconi, no. Il Cav. si è sempre mantenuto sullo spartito di Gaetano Donizetti. Renzi, greve come un fischiatore da taverna, è l’esecutore del proclama di Cesare Previti: “Non faremo prigionieri”. Infatti, impallina tutti.

Fonte: Il Foglio