Il “paziente greco” è in cattive condizioni e ha bisogno di un rimedio potente per poter migliorare efficacemente, ma a quanto pare l’ospedale finanziario Europeo ha dimenticato il suo giuramento d’Ippocrate.
Un ospedale moderno è composto di vari reparti specializzati, tra cui c’è il reparto cure intensive e rianimazione, dove vanno i casi gravi che richiedono il massimo di attenzioni. L’esistenza di questo reparto dimostra che non tutti i pazienti reagiscono allo stesso modo. Alcuni, più robusti, recuperano alla svelta; altri più deboli, più anziani, più malati, possono avere bisogno di trattamenti diversi e di maggiore aiuto.

L’ospedale finanziario Europeo è stato molto impegnato negli ultimi 5 anni con le vittime della crisi mondiale e della sbornia di credito facile che l’ha preceduta e provocata. Irlanda, Portogallo, Spagna e (in qualche misura) l’Italia hanno occupato i posti letto di questo ospedale ed hanno preso le loro medicine nei dosaggi indicati e seguito tutte le raccomandazioni. E nemmeno uno ha pienamente recuperato, nonostante il fatto che nessuno di questi paesi fosse mortalmente ammalato, al peggio avevano subito declini attorno a 5-10 punti di PIL ed erano stati tutti perlopiù molto stabili nei precedenti anni.

La Grecia è un caso a parte: Un paziente debole di costituzione sin dal principio, con istituzioni deboli, una industria non competitiva. Aveva usufruito smodatamente del credito facile pre-crisi, e quando arrivò il collasso l’ “Europa” e il FMI gli prescrissero enormi dosi della solita medicina, qualcosa attorno a tre volte le dosi assunte dagli altri pazienti. I risultati sono tossici: la Grecia ha perso circa un quarto delle sue entrate fiscali, la disoccupazione è al 29% e il Governo non possiede riserve di liquidità.

In qualunque ospedale moderno, un paziente simile sarebbe attaccato alle macchine in rianimazione. Gli si darebbero delle trasfusioni, idratazione endovenosa, una flebo e una maschera di ossigeno. Non ci sarebbe niente di strano per i dottori, abituati al fatto che spesso i trattamenti standard non sono sufficienti e ci vuole qualcosa di più.

Ma l’Europa di oggi questo reparto non c’è l’ha affatto, e al contrario la Grecia rimane nel reparto dei pazienti ordinari e ogni tanto qualcuno passa a controllare la cartella clinica per constatare che non è cambiato nulla, e si mette a sgridare il paziente. Deve fare più esercizio! Alziamo i dosaggi delle medicine! Guarda gli altri pazienti, loro se la stanno cavando! E avanti su questa falsariga, finché il dottore se ne va con un nulla di fatto.

Nel frattempo dietro le pareti dei loro uffici, nel feudo dei dottori, discutono, uno l’FMI, sostiene che serve la chirurgia, bisogna ristrutturare il debito. Altri, il governo Tedesco ed altri si lamentano che l’intervento chirurgico e costoso e non vogliono pagare la fattura. Nel frattempo la Banca Centrale Europea amministra liquidità salina, goccia dopo goccia, alle banche del paziente.

Dopo 5 anni avanti così, con la morte sempre in agguato, i Greci hanno deciso di rifiutare i trattamenti. Hanno chiesto, nel corso degli ultimi mesi degli incontri con i primari, per vedere se si possono modificare i protocolli. Gli hanno risposto no, no a meno che tutti i dottori non sono d’accordo. Ma ai dottori non va che la loro autorità sia messa in discussione. E immagina soltanto, riferiscono ai loro capi, che succederebbe se ci pieghiamo a un accordo? Anche gli altri pazienti inizierebbero ad avanzare pretese, saremmo rovinati! Così i trattamenti restano sempre gli stessi e i loro risultati sono sempre peggiori.

Tenere fede al giuramento
C’è un importante principio da ricordare, il giuramento d’Ippocrate, di incontestabile origine Greca. Il suo punto fondamentale è “sei non puoi fare del bene evita almeno di peggiorare le cose”. Dobbiamo chiederci se questo principio non sia stato del tutto rimpiazzato da un altro, con origini invece nella sordida cultura della finanza internazionale: “prima di tutto non rimetterci mai soldi”.
E se è così, dovrebbe forse, il paziente, andarsene dall’ospedale? Questa è la vera decisione fondamentale adesso. E non è una facile scelta. Se va a casa il “paziente” potrebbe morire senza nessuno ad aiutarlo. I dottori poi, non lo lasciano andare e mettono bastoni tra le ruote. Per farla franca ci vuole grande coraggio e non c’è neanche certezza che una volta lasciato in pace a casa sua il paziente possa riprendersi. Forse questo debito si può semplicemente amputare, una operazione rozza ma che spesso è volentieri salva vite. Forse l’aria buona e la buona cucina di casa possono fare miracoli! Immaginate come sarebbero furiosi, i dottori, a vedere il paziente, finalmente libero, che guarisce sempre di più!

Siamo esattamente a questo punto nella lotta tra la Grecia, l’ “Europa” e il FMI. Non ne sappiamo ancora gli esiti e, comunque vada a finire, sarà solo la Storia a giudicare. Eppure sento che quando la Storia giudicherà, la sua simpatia sarà tutta per la Grecia, mentre questi comitati di dottori petulanti, gelosi del loro potere e dogmaticamente incapaci di ridiscutere i loro vecchi metodi, non ne potranno in ogni caso uscire sotto una bella luce.

Fonte: Globalist.it