Ecco un pensatore controcorrente, eretico, economicamente molto scorretto che ci piace. Si chiama Deirdre McCloskey, ha 74 anni, è una economista e storica dalla bibliografia incontestabile che ha insegnato a lungo all’università dell’Illinois, Chicago. Ed è transgender. Fino a 53 anni, nel 1995, Deirdre era un uomo, di nome Donald. Con una moglie e due figli. Sulla sua transizione da uomo a donna ha scritto un fortunato memoir, Crossing, pubblicato dalla University of Chicago Press nel 1999. Il suo rettore, quando Donald gli confessò titubante la sua importante decisione personale, gli rispose: «O mio Dio, per fortuna. Temevo che mi stessi per dire che volevi diventare keynesiano». Perché, in effetti, non è quello sessuale l’unico grande cambiamento di McCloskey. Donald, ora Deirdre, è stata socialista e antiliberista. Poi ha rivoluzionato le proprie idee. Tra il 2006 e quest’anno ha pubblicato la trilogia The Bourgeois Era in cui fornisce un originale punto di vista sull’importanza fondamentale delle «virtù borghesi» nella nascita della Rivoluzione industriale: contrariamente alla vulgata diffusa dalla classe intellettuale europea e non solo, per Deirdre McCloskey è stata la borghesia commerciale (artigiani, commercianti, imprenditori e industriali) a creare, a partire dall’800 e grazie alla capacità di innovazione e alla libertà di impresa, più ricchezza per sé e per gli altri di quanto il mondo abbia mai conosciuto. Insomma il giudizio sulla borghesia è per una volta quello di una classe sociale virtuosa, «degna» e ugualitaria. Se ci si pensa, è quasi un unicum nella storia del pensiero. Filosofi, storici, artisti (quante caricature grottesche dei «maiali» borghesi), romanzieri (l’elenco è lungo), registi (da Buñuel al feroce Teorema di Pasolini fino alla tetralogia esistenziale di Antonioni e a Ferreri), la borghesia è stata sempre raffigurata come falsa e vacua, senza passioni, cinica e inumana, pronta alla connivenza con qualsiasi regime pur di sopravvivere. E ora, da parte di un uomo diventato donna, liberal convertitosi al cristianesimo lei si definisce «Christian libertarian» – arriva una imbarazzante (per gli storici progressisti) rivalutazione borghese. Ecco spiegato perché la sua trilogia, a fronte di molti saggi critici sulla borghesia disponibili nelle nostre librerie non è stata ancora tradotta in Italia. Può succedere.

Fonte: Il Giornale