Qui si narra del rinnovamento in bontà e altruismo della bella e spietata Maria Ebenezer Boschi Scrooge, titolare del Banco de’ pegni d’Etruria visitata nella notte della Vigilia dai tre spiriti del Natale.
Sono gli spettri del passato, del presente e del futuro, e sono preceduti dall’apparizione della (un tempo) amica e collega Simona Bonafè Marley esiliata da Maria Ebenezer nella filiale di Strasburgo e lì, pur bella e spietata quanto la Boschi-Scrooge, trasformata in un fantasma spettrale dell’irrilevanza.
Il Canto descrive la giovane Maria Ebenezer – è una tosta! – per il quale il Natale, senza le obbligazioni subordinate, è solo una perdita di tempo.
Chiusa nel suo ufficio, assisa su tacchi gheopardati, Maria Ebenezer maltratta chiunque si avvicini a lei per invitarla alle cene e ai brindisi nazareni.
“Bubbole buone per i bischeri!, dice, infatti, a tutti coloro che si avvicinano a lei per salutarla; e un accidenti lo borbotta anche al vescovo Nunzio Galantino – poverino – arrivato di buon mattino, dopo l’imbarazzante vicenda di papino, per dirle “le sono vicino!”.
“Bubbole”, risponde lei – ma è una tosta! – che si concede solo di masticare numeri e guadagni costringendo il suo umile famiglio, Matteo Renzi detto Cratchit, di presentarsi a palazzo Chigi tutte le domeniche d’Avvento e anche a Natale, a Pasqua ed Epifania per far votare tutti i decreti d’urgenza per rifondere coi soldi pubblici il suo Banco de’ Pegni per tutti i mancati guadagni causa riottosi gufi.
Rinchiusasi in casa per gustare la sua parca cena a base di latte e biscotti, Maria Ebenezer Scrooge sogna, certo, di avere tre bimbini ma ancor più forte in lei è la voluttà di potere. Sempre più bella e sempre più spietata si gode in solitudine il suo latte concedendosi, di tanto in tanto, la pettinatura di bambole dalle treccine congolesi ma, ecco: sente rumori strani – per un attimo crede siano i fotografi di Chi, arrivati a raccogliere una testimonianza, o le treccine congolesi – e invece, ecco: è il fantasma di Simona Bonafé Marley.
Una catena forgiata di Tweet, Slide, Cancelletti, Giubbotti di Fonzie e Leopolde piega il passo malfermo di Simona Bonafè Marley, resa schiava dall’avidità politica, e – tra i catenacci – ecco: lo schiavettone ampio del rimpianto. L’aver dato tutto per la Rottamazione senza avere la Luce della Ditta o i tortellini della festa dell’Unità fa dello sguardo di Bonafè Marley un orrido di spavento.
Maria Ebenezer arretra mentre inzuppa un biscotto nel latte ma il fantasma, terribile a vedersi, lo avvisa: “Se continui così, pensando solo alle obbligazioni subordinate, avrai una catena ben peggiore della mia”.
Lo spettro di quella che un tempo fu amica – bella e spietata altrettanto – squarcia dalla parete la visione disperata di giardinetti e panchine: davanti a Maria Ebenezer Scrooge ci sono i rottamati, e dunque Pierluigi Bersani, Massimo D’Alema e Romano Prodi che, pur nella noia inutile del nulla, trovano la forza di scambiarsi gli auguri di Natale e di pronunciare parole d’affetto per la temuta titolare del Banco Pegni d’Etruria. Maria Ebenezer arretra e Bonafè Marley, dissolvendosi nella visione di un carro funebre, attorniato da becchini sulla cui pettorina squilla il simbolo di Nuovo Centro-Destra, le preannuncia la visita di tre spiriti: il Natale passato, il Natale presente e il Natale futuro.
“Bubbole”, borbotta Maria Ebenezer Scrooge assaporando il latte ma ecco che al rintocco dell’una di notte, il primo degli spiriti, appare: è Silvio Berlusconi, circonfuso di luce nel trionfo di ragazze sexy in bikini ma con in testa, in luogo delle orecchie da coniglio stile Playboy, vezzose corna di renne.
Berlusconi, con in mano uno spegnitoio, la statua di Priapo e un ramo di agrifoglio, prende per mano Maria E. Scrooge e la porta a visitare la sua vita di bimba buona, attivista della Democrazia cristiana, quindi Madonnina del presepe vivente, apprendista contabile presso il buon Fezziwig Lapo Pistelli.
Proprio una persona di cuore Fezziwig-Pistelli – sempre pronto a organizzare campagne elettorali per gli amici– e con lui, c’è anche Fred Graziano Delrio. Anche Fred è un pezzo di pane ma la bella e spietata Maria Ebenezer presto, farà rottamare da Matteo Renzi detto Cratchit.
Ebenezer Boschi è in imbarazzo nel rivivere l’atmosfera lieta del biancofiore, simbolo d’amore. La scena cambia e la bimba, è diventata adulta. Con lei c’è Simona Bonafè Marley, hanno già rottamato Fezzwig Pistelli, e sono sul palco della Leopolda. Maria Ebenezer è con Isabello, ossia Francesco Bonifazi, oggi tesoriere del Pd ma, al tempo, senza dote e incapace di concepire un decreto legislativo (come quello numero 180, quello approvato a novembre, secondo cui se si è stati amministratori di una banca e se si è indagati si può comunque ricevere un altro incarico), insomma: il Natale passato mostra a Maria Ebenezer Boschi detta Scrooge la scena in cui Bello, ossia Francesco Bonifazi, vuole lasciarla libera, consapevole della carriera ormai in corsa di lei, non più interessata a mantenere la promessa che si fecero quando erano entrambi nello studio Tombari, in Firenze.
Da quel giorno lei con lui sarà spietata e gelida. Ciò che è stato è stato. Impossibile che non sia mai stato. Maria Ebenezer supplica Berlusconi di liberarla dalla visione. Ecco: il suo ex fidanzato fa un commento sarcastico su di lei. Ha appena avuto notizia di Simona Bonafè Marley spedita a Strasburgo e la sua vecchia amica – tosta, bella e spietata – non è con lei a confortarla quando le obbligazioni subordinate la trascinano nell’orrido dell’oblio.
Maria Ebenezer tenta di spegnere le luci di Berlusconi ma questi, con tutte le rennette in bikini, brandendo la statuetta di Priapo diffonde una vampata di flash, appare perfino Alfonso Signorini nel ruolo di Talpino e – infine – sparisce. E così la Scrooge resta sola nel suo letto con accanto, sul comodino, la tazza di latte ormai freddo.
Si addormenta Ebenezer Boschi ma viene svegliata dal secondo spirito, è il Natale presente ed è Bruno Vespa con una corona di agrifoglio in testa e una cornucopia piena di libri in mano. Sono le copie di “Donne d’Italia”. Dal mantello rosso ravvivato dal biancore d’ermellino di Bruno Vespa fa capolino un angioletto di nome Johnny. E’ Gianni & Riotto e così canta a Maria Ebenezer: “Ho dato tutto a Matteo e Bianca Berlinguer ed è ancora alla direzione del tg3! Ho chiesto un bell’applauso per Matteo a Cernobbio, ho detto agli industriali che un giorno avrebbero potuto dire ai nipoti ‘io c’ero’, insomma gli ho usato ogni forma di servigio, e a Rai3 c’è ancora Andrea Vianello”. Bonario, Vespa, sorride nel sentir lagnare l’angioletto ma, ecco, ne arriva un altro, di nome fa Joe, ed è Servegnini ma Maria Ebenezer Scrooge se ne libera: lo costringe a una nuova serie de L’erba dei vicini solo che Bruno Vespa, lesto, con agilità autoriale gli impone di trattare il sistema bancario nell’Italia renziana dove Cratchit è battuto da tutti, anche dalla Sierra Leone, dall’Ecuador e dalla Cambogia. Allo scoccare del campanello di Porta a Porta, laceri e miserabili, si presentano al cospetto di Ebenezer Boschi i correntisti del Banco Pegni d’Etruria, i magistrati amici del cda delle banche, i tesserati del Pd, i visitatori di Expo e pure la smart di Ernesto Carbone, visibilmente ammaccata, fatta oggetto degli strali di Simona Bonafè Marley. Maria Ebenezer è sconvolta ma Vespa le ricorda che è stata lei stessa, già il giorno prima, ad avere proclamato il disprezzo per tutto e desiderato solo il proprio interesse: prendersi il partito, far solido il Banco Pegni d’Etruria e poi, quanto prima, togliere quell’impiastro di Matteo Cratchit da palazzo Chigi e spedirlo alla Pro Loco di Rignano in compagnia di Emily Agnese Landini Cratchit, la sua mogliettina tutta a modino.
Scocca ancora una volta il campanello di Porta a Porta, Bruno Vespa sparisce e Maria Ebenezer Boschi-Scrooge si ritrova ancora una volta sola, non più nella propria camera da letto questa volta bensì per strada, avvolta nel gelo lattiginoso di un’infida nebbia. Ecco lo spirito del Natale futuro: è Beppe Grillo. E’ la morte in persona. Sul cranio, scavato dallo spavento, resta residua la zazzera e dalla mascella fuoriesce un muto sibilo terrificante. Ed è lo scheletro di un braccio a sbucare dalla larga manica di un nero manto. Grillo punta l’osso del dito e indica un punto dietro Maria Ebenezer Boschi-Scrooge. Lei, raggelata, non ha cuore di guardare. Ha paura del futuro. Grillo, implacabile, con l’imperio del gesto le fa capire di tenersi gentile e silenziosa per il tempo necessario a capire. Ecco, è il Natale di un anno dopo. Maria Ebenezer vive diversi momenti legati da uno stesso tema: assiste al dileggio di una ragazza cattiva, bella e spietata. Maria Ebenezer ancora non capisce. C’è una Shabadabadà derisa da tutti, soprattutto da parlamentari, impegnati a schernire la malcapitata interessati solo a prendersi le spoglie politiche. Tutto il potere – dalle cooperative rosse dell’edilizia alle società degli Outlet – con tutto il fasto e tutto il codazzo di lei, diventa bottino per tutti. Anche Joe e Johnny, per dire, corrono di qua e di là, tra le braccia di chiunque, perfino in quelle di Renato Brunetta, pronto ad accogliere i redenti di ogni dove.
Maria Ebenezer, disgustata da queste scene, osa alzare gli occhi. Vuole sapere chi sia la ragazza bella e spietata fatta oggetto di così macabro scherno. La scena offre una sorpresa: arriva Pina Picierno a portare un conforto ma sapendo di raccoglierne l’eredità. Lo shock è insostenibile. Maria Ebenezer Boschi-Scrooge si sveglia, si trova nel proprio letto e, finalmente, rinata nella bontà e nell’altruismo, scivola via dalle sudate lenzuola della Vigilia e scrive la sua lettera di Natale: “Caro Gesù Bambino, ecco, mi dimetto!”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano