Di fronte all’indicibile tragedia che si sviluppa nel Mediterraneo c’è un responsabile: la linea politica dell’UE e della NATO, in poche parole dell’imperialismo, che ha foraggiato e praticato tutte le guerre nel Mediterraneo Orientale, Medio Oriente e Nord Africa. Questa tragedia fonda la sua radice nel sistema capitalista stesso, che genera povertà, sfruttamento di classe e oppressione dei lavoratori e dei popoli da parte di regimi reazionari, così come l’acutizzazione delle contraddizioni imperialiste che causano guerre e interventi imperialisti.

La dottrina del pensiero unico del capitalismo globalizzato, prevede che uno Stato indipendente che non segua la dottrina di asservimento all’imperialismo americano ed europeo, debba essere attaccato e sconfitto: da qui discende la famosa black list dei Paesi definiti ‘imperi del male’. Se poi un Paese indipendente, al di là di qualsiasi regime, dal pensiero unico abbia risorse energetiche – penso al gas, al petrolio, all’acqua – le probabilità che venga attaccato dall’esterno e dall’interno è altissima. Mi riferisco alla vicenda libica ma anche ucraina che danno l’idea di quello che può succedere.

Le guerre e gli interventi imperialisti realizzati in Siria, Libia, Iraq, Mali e in altri paesi del Medio Oriente e Africa hanno un profondo impatto sui popoli di questi paesi, che sono costretti a rischiare le loro vite per spostarsi in altre aree.

Non si può risolvere il problema delle ondate migratorie senza affrontare le cause che lo creano. Le “recinzioni”, il Frontex, e le altre misure repressive servono solo a incrementare il numero di morti e i prezzi dei trafficanti di schiavi.

I governi del denominato “Sud” europeo, che siano di “destra” o di “sinistra”, hanno una enorme responsabilità, dato che partecipano a questo crimine e ai piani imperialisti della NATO e l’UE.

Allora, è divertente vedere che gli stessi che hanno “incendiato la casa” sono quelli che adesso stanno cercando di correre ai ripari con interventi palesemente ininfluenti e sbagliati. Se a questo aggiungiamo una dottrina dell’Ue che usa la presenza di immigrati come “esercito industriale di riserva, di marxiana memoria” per abbattere i residui diritti dei lavoratori in Europa, siamo di fronte alla tempesta perfetta perché da una parte abbiamo l’imperialismo che fa la guerra per espropriare risorse in queste terre, di fatto lasciandole nelle mani dei terroristi islamici, dall’altra questa guerra produce una fiumana inarrestabile di disperati che arrivano in ogni modo e in ogni caso in Europa. E questa fiumana serve da un lato per irrobustire le politiche populiste e reazionarie presenti nell’agone politico europeo, dall’altro serve socialmente a ridurre, se non a cancellare, i diritti dei lavoratori. E’ chiaro che un disperato che fugge dalla guerra e dalla morte, è disponibile – prendiamo l’esempio dei tassisti – a lavorare in un taxi, dormirci dentro, e se gli dai trecento euro al mese è anche contento. E questo vale per tutte le categorie dei lavoratori».

Noi lottiamo per far sì che si mettano in pratica misure di soccorso e che i governi garantiscano forme immediate di centri di accoglienza temporanei degni per i rifugiati e che li forniscano di documentazione per poter viaggiare nei loro veri paesi di destinazione. Dobbiamo sfidare i Regolamenti di Dublino e il Trattato di Schengen.

Infine, vogliamo sottolineare che questa questione non può esser affrontata separatamente dalle sue cause. È necessario rafforzare la lotta dei nostri popoli contro gli interventi imperialisti dell’UE e della NATO.

Battere l’imperialismo, perché se non andiamo alla radice del problema non lo risolveremo mai. I migranti continueranno a sbarcare e arriveranno con ogni mezzo. Se affondi i barconi, loro arriveranno a piedi e in ogni modo. Se tu hai determinato queste condizioni in una fascia molto ampia di persone, non puoi lamentarti oggi. Prendiamo la Siria: i terroristi francesi che hanno fatto il massacro a Parigi erano stati allenati a combattere in Siria e contro chi? Contro Assad. E chi ha foraggiato la rivolta contro Assad? L’Occidente. E allora? La sinistra italiana che plaudiva alle primavere arabe, oggi è imbarazzata nel vedere il fallimento di quella stagione e il proliferare in Italia dei populismi. Dal punto di vista sociale, in Italia c’è da fare una lotta per i diritti che non è quella dei diritti borghesi individuali – cioè la libertà di religione, la moschea – ma per i diritti sociali: solo quando sarà vietato per legge differenziare gli stipendi o solo quando sarà vietato per legge il lavoro nero e lo schiavismo, quando ci sarà una parità sostanziale tra lavoratori indipendentemente dal colore e dalla provenienza delle persone, solo allora non ci sarà più razzismo, populismo e xenofobia.

Fonte: Affari Italiani