Attenzione! Mentre la maggior parte dei media europei si limita a una copertura standard della campagna elettorale, sui siti americani si leggono notizie molto interessanti. E catastrofiche per Hillary Clinton. Le inchieste dell’Fbi sul suo operato sono ben due. Una è nota: trattasi del cosiddetto “emailgate” generato dal fatto che l’ex fiat lady, quando era segretario di Stato, abbia usato un’email privata e su un server privato, anziché quelli del governo americano, violando gli standard di sicurezza e molto probabilmente anche la legge: il sospetto è che sull’email privata siano transitati anche documenti Top Secret che mai sarebbero dovuti uscire dal governo. Il lettore dirà: si sapeva! Certo, la notizia è di alcuni mesi fa ma in un primo momento il capo dell’Fbi aveva dichiarato che dalle indagini svolte non emergevano irregolarità, benché Hillary abbia cancellato migliaia di email. Qualche giorno fa, però, il caso è stato riaperto perché alcune email della Clinton sono state trovate sui computer della sua assistente Huma Abedin e di suo marito Anthony Weiner. Ma la notizia bomba è un’altra: l’Fbi sta indagando anche sulle donazioni faraoniche di uomini d’affari e governi stranieri alla Fondazione Clinton, in quella che ha tutta l’aria di essere una corruzione mascherata. L’inchiesta è stata avviata un anno fa, dopo le denunce contenute nel libro “Clinton Cash: The Untold Story of How and Why Foreign Governments and Businesses Helped Make Bill and Hillary Rich” di Peter Schweizer e che stanno trovando ampi riscontri nell’altra vicenda che sta perseguitando l’ex segretario di Stato, quella di Wikileaks, che ha intercettato le email del capo della campagna presidenziale John Podesta e di membri della stessa Fondazione Clinton, da cui emergono, oltre a un quadro moralmente devastante sul magico mondo di Hillary, anche riscontri di donazioni in cambio di favori; forse anche politici quando l’attuale candidata democratica guidava la diplomazia americana.

Qualche esempio?

Eccoli:

Sei milioni di dollari a Bill Clinton da parte di un milionario etilico-saudita per partecipare a una conferenza sull’Aids in Etiopia.

Dodici milioni di dollari dal Marocco per partecipare a un’altra conferenza, donazioni che ammonterebbero a 28 milioni di dollari.

Pioggia di milioni dall’area del Golfo Persico: governo del Qatar ha donato tra 1 e 5 milioni di dollari, quello del Kuwait tra 5 e 10 milioni, quello dell’Arabia Saudita circa 25 milioni

– Fox News ha rivelato che l’inchiesta sta subendo un’enorme accelerazione e ha massima priorità nell’Fbi e che l’incriminazione è probabile.

L’incriminazione non è una condanna ma sommate i due scandali e chiedetevi: l’America può permettersi un presidente che rischia l’impeachment e forse anche l’arresto nei primi mesi di presidenza? Intanto Trump vola nei sondaggi… Non a caso. Mancano pochi giorni al voto e tutto è possibile.

Fonte: Il Giornale