Caina attende il Cavallo morente. Scoppia la guerra civile tra renziani in Rai. Gianni & Riotto detto Johnny tenta un colpo di mano per riconquistare il Tg1, stringe d’assedio Saxa Rubra, e scatena una lotta fratricida con Moiro Orfeo detto Orfei.

Caina attende il Cavallo morente. Il direttore in carica, forte del sostegno di Ezio Mauro (nel frattempo esiliato a Tg Motori dopo l’ostracismo di Carlo de Benedetti in persona), mette in opera una strategia contenitiva e, esortando allo sforzo, cinge di cinto erniario Francesco Giorgino e Marco Frittella.

Caina attende il Cavallo morente. Guerra civile in Rai. Orfei confida nelle proprie fiere ma Frittella – perdinci – passa subito dalla parte di Riotto: “Orsù, Johnny, dobbiamo giocare d’astuzia”. Una ne fa, cento ne pensa Frittella e subito s’ingegna di fabbricare una statua di legno nel cui ventre, nottetempo, nascondersi per poi conquistare – giusta pugna – il fortino della redazione.

Caina attende il Cavallo morente. Guerra civile in Rai. L’indomito Riotto dice sì al novello Cavallo di Troia – non certo morente come quello di viale Mazzini – e Frittella, dopo una settimana di fatica, può mostrare il monumento: l’effigie di Marcel.

Caina attende il Cavallo morente. Guerra civile in Rai. Marcel, dunque, ovvero Marcello Sorgi – già direttore del Tg1 – “è amato assai”, dice Frittella, “è stimato tanto, è anche bravo e poi, la presidente Monica Maggioni, che da lui ha imparato il mestiere, non consentirà mai di lasciarlo fuori dalle mura di Saxa”.

Caina attende il Cavallo morente. Guerra civile in Rai. “Mai fuori le mura”. Questo il ragionamento di Marco detto l’Odisseo ma Johnny, alla vista di Marcel, sia pure in effigie, tentenna. Anzi, schiuma. Ancora meglio: s’adira più del pelide Joe Servegnini, nel frattempo giunto per dar manforte all’amico di tante avventure, e dice no alla statua di Marcel.

Caina attende il Cavallo morente. Guerra civile in Rai. Moiro Orfeo detto Orfei affida a Giorgino, vestito da domatore, il compito di lanciare una sortita. Ezio Mauro, chiuso un servizio sulla nuova Fca Duna, consiglia il giusto consiglio: ripagare della stessa moneta.

Caina attende il Cavallo morente. Guerra civile in Rai. Nell’Olimpo del Settimo piano, intanto, dai monitor dita rosate, scrutano le vicende i potenti numi. Ecco Campo Dall’Orto dalle saette fiammeggianti, ecco Monica Maggioni occhio ceruleo, ecco Carlo Verdelli già coi capelli dritti. Non vogliono, essi – i potenti numi – perdersi lo spettacolo di sì gran tenzone.

Caina attende il Cavallo morente. Guerra civile in Rai. Ed ecco quindi, nel grande agone, i fedelissimi del Tg1 attualmente regnante, radunati sotto lo schiocco di frusta di Orfei. Ecco: fabbricano una statua alta il doppio di quella di Marcel.

Caina attende il Cavallo morente. Guerra civile tra renziani in Rai. E’, quello architettato da Ezio Mauro, adesso consigliere di Moiro Orfeo, un bronzo cavo – al cui interno possono alloggiare oltre cento redattori e cinquecento precari – raffigurante Matteo Renzi in persona. Il povero Johnny, al cospetto di cotanto monumento, non può che indietreggiare.

Caina attende il Cavallo morente. “Pentiti!”, tuona una voce dall’interno del bronzo. “Pentiti”, ripete come nel Don Giovanni e se Riotto, davanti a Renzi, non può che capitolare, Joe, novello Leporello – sgattaiolante – se ne scappa via dal campo di battaglia seminando dappertutto i capelli della sua frangetta da suora laica.
Caina attende il Cavallo morente. Guerra civile tra renziani in Rai. Moiro Orfeo si tiene dunque il suo Tg1 e Riotto, pentito di aver rifiutato l’aiuto miracoloso di Marcel, per quanto in effigie, mesto e moscio, si dirige verso il Tg3 e muovere adesso assedio a Bianca Berlinguer.

Fonte: Il Foglio