La tragedia greca continua a riempire la pagine di tutti i giornali, non solo quelle colorate dei quotidiani finanziari, ma anche quelle bianche della stampa generica. Ormai tutte, ma proprio tutte le possibili interpretazioni e le previsioni sono state fatte, discusse ed analizzate. Eppure nessuno ha idea di cosa succederà, né di come i mercati finanziari reagiranno. E se provassimo a leggere questa tragedia greca in chiave distopica? Usando gli strumenti della letteratura fantastica giovanile, da Divergent all’Hunger Game? A questo punto perché no? L’Unione Europea è stata costruita sulle macerie della seconda guerra mondiale, un evento profondamente traumatico che ha messo a nudo il lato più oscuro e brutale dell’umanità, la sua follia omicida. Pochi numeri ci aiutano ad illustrare questo concetto: 6 milioni di ebrei uccisi ‘scientificamente’, su scala industriale, con fredda metodologia; 26 milioni di russi, morti per proteggere il fronte orientale, alcuni senza neppure un’arma come è successo a Stalingrado, mandati come carne da macello da Stalin a fermare l’avanzata dei tedeschi. In fondo gli orrori del passato accennati in Divergent o nell’Hunger Game non sono poi tanto peggiori. La decisione di ristrutturare la società, di delegare tutte le decisioni alla Capitale dell’Hunger Game, o il motto di Divergent che mette la fedeltà alla fazione o tribù prima della famiglia, hanno lo scopo di impedire all’umanità di ripetere quegli errori. Quindi la morale è la seguente: il libero arbitrio produce aberrazioni, l’amore sfocia nell’odio, onde evitare questi agghiaccianti scenari bisogna delegare la gestione della vita della popolazione ad un élite forgiata a tale scopo. Adesso se volessimo fare un parallelo (che molti dei lettori troveranno assurdo, naturalmente, ma lo facciamo lo stesso) con l’Unione Europea, Bruxelles nasce per evitare aberrazioni come la seconda guerra mondiale e gli strumenti per farlo sono tanti, inclusa la moneta unica.

Alla Grecia si chiede di rispettare la decisione dei membri della Troika non il programma elettorale del nuovo governo, nello specifico: il libero arbitrio di Atene in materia monetaria non esiste. Qualora insistesse per esercitarlo allora la punizione sarà l’uscita dell’euro, come in Divergent si ritroverà senza fazione o tribù, con tutte le conseguenze tragiche che questa condizione comporta. Si badi bene qui non ci troviamo di fronte ad una nazione che prima della creazione dell’euro ha optato per non aderirvi, come è successo con il Regno Unito, la Danimarca e la Svezia, ma di un paese che ha rinunciato alla sovranità monetaria più di quindici anni fa. Naturalmente nella futuristica Chicago di Divergent o Panan di Hungher Games, le élite al potere non sbagliano mai. Ci troviamo di fronte ad una dittatura assoluta ‘perfetta’ che ha rimpiazzato molto probabilmente una democrazia ‘aberrante’, un regime dove è stato abolito il diritto di sbagliare. Anche Bruxelles non sbaglia mai, avete per caso sentito la Merkel apostrofare le banche tedesche per aver prestato troppi soldi alla Grecia? O gli eurocrati come Mario Monti ammettere che la Grecia non aveva “i numeri” per entrare nell’euro, che accettare la sua candidatura è stato un errore? Ma i paralleli non finiscono qui. I sistemi di governo di Divergent e dell’Hungher Game fanno ampio uso della violenza. I deboli (e qui torna in mente la politica di purificazione nazista attraverso lo sterminio della debolezza fisica e psicologica) sono destinati a morire, che sia attraverso uno spettacolo moderno da Colosseo o per mezzo di un’iniziazione dove i meno forti periscono, non importa, il sistema ha bisogno di quel sangue per mantenersi puro e per dimostrare che i sopravvissuti lo meritano.

Leggendo l’editoriale di questa settimana Giavazzi sul Financial Time si ha la netta impressione che la Grecia non merita di far parte dell’Unione Europea e quindi è bene che esca, ma non basta, questa decisione renderà l’euro e l’Unione più solidi, li purificherà del sangue malato greco. Usando il parallelo con Divergent e Hungher Game fin qui tracciato, i 10 mila greci che secondo Theodoros Giannaros, a capo di uno dei maggiori ospedali greci, si sono suicidati negli ultimi anni, incluso suo figlio dopo aver perso il lavoro, le vittime insomma dell’austerità, sono la prova che la Grecia è debole e che è ora che se ne vada. Il grande vantaggio dei deboli è non avere più nulla da perdere, a differenza dei sopravvissuti di Divergent o Hungher Game, sono liberi di ribellarsi e, dato che i deboli sono per definizione più numerosi dei forti, se si organizzano possono cambiare il corso della storia. In quest’ottica e guardando anche i risultati elettorali della Spagna questa settimana, non sarei poi così ottimista come Giavazzi sull’effetto benefico dell’uscita della Grecia dall’Euro, sia per Bruxelles che per la moneta unica.

Fonte: Il Fatto Quotidiano