Luigi Curini e Sergio Splendore, docenti di Scienze Politiche dell’Università di Milano, hanno lavorato a una ricerca per dimostrare scientificamente un fatto forse più commerciale che politico: i giornali sono di sinistra, i lettori no. L’eskimo gruppettaro dunque, giusto a ricordare il libro di Michele Brambilla (L’eskimo in redazione, prefato da Indro Montanelli), presidia ancora ogni testata. Attraverso un sondaggio offerto ai giornalisti e poi ai semplici cittadini, alla domanda relativa all’auto-collocazione politica, si viene a scoprire che “la distribuzione ideologica dei giornalisti italiani appare marcatamente posizionata più a sinistra rispetto a quella degli italiani in generale”. 

Il fatto è forse più commerciale che politico perché in tema d’editoria – e vale per i libri, come per i giornali – un famoso teorema di Michele Serra non ha ancora trovato purtroppo smentita: “Doppia è la disgrazia dello scrittore di destra; chi è di sinistra, infatti, non lo legge perché è di destra; chi è di destra, invece, non legge”. I giornali italiani sono tutti di sinistra perché comunque, il sentimento diffuso – lo Spirito del Tempo – è di sinistra. Gli unici disposti a spendere soldi per l’informazione sono gli alfabetizzati di sinistra, il giornalismo è comunque contraddetto dalla realtà intorno all’edicola e la crisi devasta sempre più l’editoria per un cortocircuito commerciale ma anche antropologico. Il gap commerciale deriva dal fatto che la stragrande maggioranza degli italiani non è di sinistra e però non trova né casa politica e neppure rappresentanza culturale. L’urto antropologico però prevale su tutto.

L’esempio ormai affonda nella notte dei tempi ma la spiega bene la situazione. Il Corriere della Sera, il giornale della borghesia italiana, alla vigilia del trionfo elettorale di Umberto Bossi a Milano, invece di spiegarsi il cosa sta per accadere se ne esce con un’intera pagina d’intervista all’avvocato Guido Rossi, con l’autocompiaciuta agnizione dell’altolocata sinisteritas di piazza Castello e relativo refrain: …sapessi com’è strano sentirsi illuministi a Milano. Ancora un esempio. La Stampa, il quotidiano di Torino, racconta il duello elettorale tra Piero Fassino e Chiara Appendino con una doppia paginata ben illustrata attraverso le fermate del tram: un trionfo di Fassino nei quartieri ricchi, un tracollo in periferia. Basta questo servizio per spiegare quello che i giornali “de sinistra” si rifiutano di capire nella città della Fiat e del Pci. Ed è un servizio che La Stampa pubblica, infatti, due giorni dopo la vittoria di Appendino. Ed è la stessa puzzetta con cui i fenomeni estranei ai radar dell’establishment si relegano con degnazione tra i bru-bru e non nel resoconto di ciò che accade intorno alle edicole. Col cappuccio dell’eskimo ben calato sugli occhi.

Fonte: Il Fatto Quotidiano