La ruspa si è inceppata. Accendila oggi, accendila domani (pure per promuovere il due per mille a favore del partito, mamma mia che tristezza), il motore s’è imballato. Necessiterebbe di un tagliando. O, meglio ancora, di una sosta ai box: la ruspa ha un tantino rotto le scatole. E poi invoglia a… “controruspare”. Per esempio. Perché la candidatura di Maroni capolista a Varese quando il Bobo è già presidente di Regione?

Com’era la storia di “un culo, una cadrega”? Preferenze alla mano, il pallottoliere dell’ex ministro si è fermato a soli 328 voti; roba che per un big del Carroccio è davvero una figuraccia. Altri esempi di controruspa: a Varese, Salvini ha puntato sul padrun dei supermercati dopo anni a difesa dei prestiné contro la grande distribuzione; a Milano ha candidato i due autisti storici. Per dirne un’altra si potrebbe storcere il naso di fronte all’incarico in regione Lombardia assegnato a quel Morisi, guru internettiano del verbo salviniano. Era opportuno affidargli l’incarico del sito internet?

Il ragazzo di via Bellerio non è diventato adulto. I voti non lo hanno proiettato laddove egli stesso sperava. A Varese, capitale del leghismo duro e puro, la Lega ha perso voti; a Milano s’è fatta doppiare da Forza Italia che solo all’ombra della madonnina ha ritrovato il sorriso con Parisi; a Roma e a Torino non ha superato il 2 e il 5 per cento, mentre a Bologna, dove pure si intestava il candidato sindaco Lucia Borgonzoni, ha racimolato solo un buon 10%. Insomma per colui che sperava di rappresentare il volto del nuovo centrodestra italiano sulla scia dei successi europei dei leader antisistema il cammino è ancora tutto in salita.

Salvini era partito bene, aveva dato nuova densità a un movimento fortemente in crisi. Ora sembra la Teresa del Musazzi, una macchietta del cortile lombardo: “Sciura, t’è vist i rom? E gli immigrati?”. Non c’è più traccia di un’idea politica. La ruspa non è un programma politico, né lo può essere il populismo della bestia. Per non dire del bignamino antieuro con cui va in giro a comiziare: la battaglia contro la moneta unica è una vicenda molto seria, dannatamente politica.

Fonte: Il Fatto Quotidiano