Rai, più che il Cavallo, il leone. Questa sì che è Riconquista. E non certo quella di Giankaleone, ormai prossimo a essere azzalinato come Antonio Azzalini, il capostruttura cacciato per via della mezzanotte anticipata. Come un leone, va da sé, si batte Gianni & Riotto detto Johnny. Ed è Moiro Orfeo detto Orfei ad avere la scrivania prossima all’azzalinazione. Riotto entra nella gabbia di Saxa Rubra e si riprende ciò che è suo.

Rai, la Riconquista! Recuperata la scrivania ingiustamente sottrattagli anni fa, Riotto instaura al Tg1 un clima di terrore. Ogni redattore viene processato e deve dimostrare la sua fedeltà renziana, prono sul nudo pavimento di fronte a una temuta triade di inquisitori: Michele Anzaldi vestito da Bernardo Gui, Filippo Sensi con tunica rossa taglia comoda da cardinale e Joe Servegnini agghindato da penitente quaresimale.

Rai, più che il Cavallo, il leone. Ed è la Riconquista! Solo un dettaglio tradisce la presenza di Joe dietro quella maschera di devozione e santità: la frezza brizzolata da suora laica in devastante climaterio.
Rai, la Riconquista! Riotto muove all’assedio di Saxa Rubra e stavolta, oltre al fido Servegnini, ha due arme segrete: l’appoggio di Marione Calabresi: e il tradimento di Fritto Frittella. Il Sancho Panza di Moiro Orfeo detto Orfei è stato, infatti, visitato da un sogno premonitore: Matteo Renzi in persona gli comunicava che il predestinato è Riotto, che avrà in fritto il suo vicedirettore vicario.

Rai, la Riconquista! Orfeo, vistosi abbandonato dal suo Sancho, si copre il volto per non vedere e, come Cesare, dice: “Tu quoque, Fritte, fili mi!”. L’ormai defenestrato direttore circense del Tg1 viene tradotto in ceppi, trascinato fuori le mura di Saxa Rubra, e riciclato come portavoce del suo amico Max Allegri e viceraccattapalle della Juventus.
Rai, la Riconquista! MaryMely, vestita con l’armatura bianca di Giovanna d’Arco alle presa di Orleans, e col vestito verde di Daniela Santanché alla prima della Scala, schiera il Corriere della Sera con Riotto: “Matteo lo vuole!”. Questo, il titolo, sparato a nove colonne sulla prima del giornale di via Solferino. E per sé, MaryMely, prenota il Tg3, con Bianca Berlinguer tradotta in catena a Rignano sull’Arno e consegnata al braccio secolare: i compagni di merende di Tiziano Renzi.

Rai, la Riconquista! Le cronache del renzismo, supervisionate da Fritto, toccano vertici di fedeltà e piaggeria mai raggiunti prima. Riotto conduce personalmente un’inchiesta revisionista sui successi amministrativi della famiglia Boschi in Banca Etruria, battuta però negli ascolti anche da “Protestantesimo”. Viene così istituita una commissione incaricata di moderare gli eccessi di zelo, composta da Emilio Fede, Sandro Bondi e Mimmo Scilipoti che censura un’intervista di Riotto al barbiere di Luca Lotti, apparsa davvero troppo servizievole.

Rai, la Riconquista! Mai sazio, Riotto si rade la barba e ne dona i folti peli a Lotti per un trapianto dei capelli; altri vengono trattenuti a Saxa come reliquia e additati da Fritto alla pubblica venerazione. Pentito per il vile tradimento, Fritto rende segretamente visita a Moiro, in vincoli negli spogliatoi dello Juventus Stadium, e ne riceve il perdono e la benedizione. La guerra di Saxa è appena cominciata.

Rai, la Riconquista! E un colpo di scena: Riotto getta la spada di Brenno e ottiene dall’arrendevole Campo dall’Orto una nuova serie de L’Erba dei vicini, in cui l’Italia renziana dichiara guerra alla Germania ed entra a Berlino innalzando sul Reichstag lo stendardo col volto dolce e soave di Maria Elena Boschi.

Rai, la Riconquista. Post scriptum. Se i crucchi piangono, gli svizzeri ridono. Marione Calabresi, capita l’antifona, ritira l’appoggio a Riotto e dà il giusto dirizzone a Repubblica. Fa tanti di quei buchi da renderla ormai simile a un Emmental. Ed è emmentalmente questa la missione: bucherellare di giorno in giorno il giornale, giusto per far sentire a casa Carlo de Benedetti, residente, va da sé, in Svizzera.

Fonte: Il Foglio