Citarsi è brutto, però… Qualche mese fa scrissi per Famigliacristiana.it un articolo intitolato “Per favore, processate Tony Blair”. L’impulso mi era scattato dopo aver letto uno sproloquio dello stesso Blair sulla pace e sul dialogo con l’islam moderato. Mi saltarono addosso le vestali del politicamente corretto, quelle che siccome Saddam Hussein faceva schifo allora tutto il resto va bene. Da una guerra inventata di sana pianta, mandando il povero Colin Powell ad agitare provette di borotalco all’Assemblea Generale dell’Onu, fino alle centinaia di migliaia di morti e allo spazio enorme offerto al terrorismo che da quella guerra sono derivati e che hanno appiccato al Medio Oriente un incendio che nessuno riesce più a spegnere.

Mi domandavo perché i responsabili di un simile disastro non dovessero essere chiamati a rispondere delle loro azioni. Se fossi un iracheno mi chiederei perché ci deve essere un tribunale per l’ex Jugoslavia e non un tribunale per l’ex (di fatto) Iraq. Ancor più me lo chiedo adesso, dopo che la Commissione d’inchiesta varata dallo stesso Governo inglese ha pubblicato le proprie conclusioni.

Il cosiddetto Rapporto Chilcot (dal nome del presidente della Commissione, sir John Chilcot) è un grosso volume che chiunque può trovare in Rete e che fa a pezzi non solo Tony Blair ma qualunque ulteriore chiacchiera su quella guerra. Dal punto di vista inglese, quella guerra fu pretestuosa e mise la Gran Bretagna al servizio dei piani Usa. Fu concepita in mala fede, preparata male e gestita ancora peggio. Le armi di distruzione di massa in Iraq non c’erano e il Rapporto (che occupa 12 volumi, derivati dallo scrutinio di 150 mila documenti e l’ascolto di oltre 100 testimoni) sostiene che l’attività di intelligence in proposito fu sommaria e affrettata, produsse dati non affidabili e che è inspiegabile la certezza con cui il Governo inglese di allora trasse la conclusione che invece quelle armi c’erano.

E non basta. Il Rapporto Chilcot sostiene che si sarebbe potuto fare ben altro al posto della guerra. Che il regime di Saddam, per quanto orrido, non era una minaccia per l’Occidente, come invece Bush e Blair andavano ripetendo. Che dai dati in possesso anche allora sarebbe stato facile prevedere non solo lo sfascio successivo del Paese ma anche l’enorme occasione che si offriva alla diffusione del terrorismo, in particolare a quello di Al Qaeda.

Il che offre due sole possibili conclusioni: o demente o criminale. Tony Blair lanciò una guerra come quella perché non sapeva ciò che faceva ed era spinto dal desiderio di compiacere il potente alleato americano. Oppure lo sapeva e semplicemente se ne fregava.

Blair, anche nei commenti dopo la pubblicazione del Rapporto, ha ribadito che “la gente sia d’accordo o meno con la mia decisione di intraprendere un’azione militare contro Saddam Hussein, comunque l’ho presa in buona fede e credendo che fosse nell’interesse del Paese”. Ok, d’accordo. Ci teniamo quindi l’opzione “demente”. Che impedisce di processarlo come criminale ma offre lo spunto a qualche altra riflessione.

Questo signore è colui che per anni, a partire dal 2007 (cioè dall’anno in cui la violenza in Iraq era al culmine), è stato il rappresentante del Quartetto per il Medio Oriente, il gruppo (Unione Europea, Nazioni Unite, Usa, Russia e Gran Bretagna) che cerca di portare alla pace palestinesi e israeliani. Pensate un po’ che scelta: uno che ha massacrato il Medio Oriente con una guerra inventata e che di fronte al disastro sa solo dire “ops, mi sono sbagliato”, messo a fare il pacificatore di due popoli che si sparano da un secolo. Possiamo stupirci se il mondo ha un po’ di problemi e l’Unione Europea e l’Onu sempre più sembrano enti inutili?

Seconda riflessione: ormai è passato molto tempo ma vogliamo, anche solo per onestà, rendere onore a papa Giovani Paolo II e alle migliaia di uomini e donne, allora chiamati spregiativamente pacifisti, che sfilavano per le nostre città pensando che la guerra in Iraq sarebbe stato meglio non farla? Anche perché loro sono andati avanti, hanno fatto altro, hanno continuato a vivere tirando la carretta. Quelli che si sbagliavano, invece, han fatto come Tony Blair, che senza vergogna fa i milioni con le conferenze sulla pace.

Fonte: MicroMega