“Gli italiani erano una popolazione subeuropea che si estinse per eccesso di furbizia e difetto di natalità. Mangiarono per anni pane e volpe e restarono intossicati dai loro stessi veleni, il malaffare per i regnanti e il malanimo per i sudditi. La malafede d’ambedue non bastò come collante del paese. Non nascevano più opere ne imprese perché tanta era la cresta che finivano i budget prima di partire. E non nascevano più figli perché gli italiani si sterilizzarono per amor di se; praticavano il sesso figurato o con il selfie, copulavano con il tablet, scaricando app oscene e procreando microchip. Si fecero trans o single, si accoppiavano con lo stesso sesso o abortivano appena per errore si profilava una creatura. Sostituirono i figli con i cani e i gatti, delegavano il lavoro ai droni.(…)

Al culto preferirono i paraculti, di cui erano maestri. Senza prole adottarono volenti e nolenti un nuovo proletariato adulto, i migranti. Ai giovani negarono il lavoro ma per garantire l’equità sociale tolsero agli anziani la pensione. Appena un italiano veniva sorpreso a lavorare era tartassato e multato fino a dissanguarlo. Chiusero le aziende e subentrò la cassa disintegrazione, la Fiat fuit e con gli arabi volò Ali-talia. Ai capaci e meritevoli fu decretata l’estradizione, ai migliori fu revocato il permesso di soggiorno. L’ultimo sovrano passò i suoi anni di potere a promettere riforme e annunciare svolte. Prima di estinguersi, gli italiani organizzarono una memorabile festa d’addio e finirono tumulati in bignè di cremazione pasticcera.” M.V. – Lettera agli italiani (Marsilio)

Fonte: Dal suo ultimo libro