Intervista a Massimo Fini sulla morte di Casaleggio, a cura di Adriana Scianca

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La prima volta lo scambiai per un calciatore’«È una grande perdita per il Movimento 5 Stelle. Casaleggio dava una sorta di linea e di rigore. Grillo è un casinista, con Casaleggio si integrava parecchio bene. Del resto stava male, quindi non è una sorpresa».

Lo ha conosciuto di persona?

«Certamente»

Che impressione le ha fatto?

«Era una persona molto riservata e molto timida. Non amava la ribalta. Ricordo la prima volta che mi chiamarono per fare un intervento nel blog di Grillo. Prima dell’intervista entrai in una stanza in cui c’era questo tipo di cui io ignoravo il nome. Parlò molto, mentre io “friggevo” perché volevo procedere con l’intervista. Alla fine me la fece proprio lui. Quando mi dissero il nome, io anziché “Gianroberto” capii “Ze Roberto”, che era il nome di una mezzala del Bayern Leverkusen. Chiesi al ragazzo del Movimento con cui ero in contatto: “Ma davvero lui si chiama Ze Roberto?”. E allora mi spiegarono chi fosse».

E cosa pensa del suo presunto ruolo da “Eminenza grigia”, che avrebbe gestito in modo opaco i meccanismi interni del Movimento?

«Non mi pare che la Casaleggio e associati sia mai stata tirata in ballo per operazioni illegali. Se parliamo dei boatos per diffamare il M5S sappiamo che vale tutto. Ma lei mi trovi un atto illegale di Casaleggio, perché io non lo conosco».

Dopo la scomparsa di Casaleggio e l’annunciato passo indietro di Grillo, che prospettive ci sono per i grillini?

«Nel frattempo alcuni giovani sono cresciuti, come Di Battista, Di Maio e altri. Sono loro che hanno 30 o 35 anni che devono prendere in mano la situazione. Piuttosto sarà un problema una certa loro rigidità, come il regolamento che prescrive non più di due legislature. Ne capisco il principio, ma è anche vero che per fare i parlamentari serve esperienza, perché bisogna orientarsi con leggi ed emendamenti»

Fonte: IntelligoNews