Ci siamo: i britannici si apprestano a votare sul Brexit, ma non è più il referendum di cui si è discusso fino a 7 giorni fa. L’omicidio della Cox ha cambiato quello che gli esperti chiamano “il sentiment” degli elettori. Prima del tragico fatto di sangue, il Brexit aveva il vento in poppa, segnalato dalla forte ascesa nei sondaggi e da un umore sempre più battagliero degli elettori. Dopo, tutto è cambiato. Quel climax è svanito.

Per tre giorni nel Paese è prevalso il cordoglio per la tragica morte di una deputatessa ardente sostenitrice dell’Unione europea, la cui vita è stata spezzata da un pazzo che però esterna idee di estrema destra e ultranazionaliste.
Nessun politico ha proposto l’equazione “Pro euro= vittime”, “anti euro=violenza e prevaricazione”, ma subliminalmente questo è il messaggio che è passato agli elettori, soprattutto a quelli meno istruiti e dalle opinioni meno ferme, quel popolo di indecisi destinato ad essere decisivo.

Per tre giorni la campagna elettorale si è fermata e quando è ripresa il focus del dibattito è cambiato: il nuovo sindaco di Londra ha denunciato la violenza verbale del suo predecessore Boris Johnson, che guida il fronte Brexit, mentre la maggior parte dei media ha contribuito a spaventare gli elettori, rilanciando le previsioni catastrofiste degli esperti, soprattutto del mondo della finanza, in caso di vittoria del “leave”.

La sequenza emotiva è enorme: prima l’orrore, poi la commozione e ora la paura. Sì, la paura, addirittura il terrore di un nuovo tsunami finanziario, rilanciato dai sostenitori del “remain”, dentro e fuori i confini del Regno Unito, ed amplificato dalla maggior parte dei media.

In queste condizioni il voto tenderà a essere non regionale, bensì emotivo. Quando l’elettorato è turbato prevalgono la conservazione, il desiderio di pacificazione, l’unione attorno alle istituzioni; a quelle istituzioni che dicono: non abbandoniamo la strada conosciuta.

Solo un miracolo, determinato dalla capacità di astrazione di un intero popolo potrebbero permettere la vittoria del Brexit. Uno scenario che è giusto non escludere – almeno fino a quando le urne non saranno chiuse – ma che è altamente improbabile.

Fonte: Il Giornale