Non solo Ukip, non solo M5S. Scazzottate anche nei giornali. S’acchiappano a legnate due deputati dell’Ukip al parlamento europeo (uno dei quali, Steven Woolfe, è stato portato al pronto soccorso), stessa cosa succede a Montecitorio dove due parlamentari grillini – Giorgio Social e Francesco Cariello – hanno dovuto essere divisi dal Dibba prima di graffiarsi. Ma non è finita: scazzottate ce ne sono anche nei giornali.

Non solo Ukip, non solo M5S. Le vere scazzottate sono nei giornali dove tutti fanno a gara per arrivare primi al traguardo del cuore di Matteo Renzi. Ed è Joe Servegnini – carissimo e irascibile come Braccio di Ferro – a nascondere una corazza da Rodomonte dentro il suo proverbiale impermeabile bianco da rattuso al parco.

Non solo Ukip, non solo M5S. Legnate anche nei giornali. Joe piomba di buon ora in redazione e ingaggia un incontro di pugilato con un cacatua rosa, un grazioso pappagallino, che trova appollaiato su un trespolo, proprio davanti alla stanza di Lucianino Fontana, il direttore. Servegnini scatena la propria furia quando nel tentativo di far parlare il psittaciforme, invece che sentirgli pronunciare l’adorato nome “Matteo” ode uno sgradevole “Sil-silvio!”.

Non solo Ukip, non solo M5S. E’ lo stesso Fontana a dover dividere i due, il pennuto e il bianco crinito. L’eroico Joe lanciatosi in difesa del nome sacro di Matteo si ritrova spettinato a furia di dove subire il becco del cacatua sulla nobile frangia da suora laica. Il direttore apre la porta della propria stanza e ne vengono fuori – nell’ordine – un asino di razza pantesca, un maialino dei Nebrodi, un istrice irpino, un cane cirneco, un gatto soriano, un coniglio bengalese e un coccodrillo di nome Ciccillo.

Non solo Ukip, non solo M5S. Servegnini si ritrova travolto da cotanta fattoria e non può neanche placare la propria rabbia perché è fatto assoluto divieto maltrattare gli animali, anzi: il Cdr vigila e Joe deve perciò preparare la pappa a Ciccillo, farsi rosicchiare un poco i polpacci dal coniglio (che deve sviluppare i dentini), lavare la testa al ciuccio di Pantelleria e così prestarsi per un servizio fotografico sul rinnovato “Io Donna” che, nell’occasione, diventa “Io Fauna”.

Non solo Ukip, non solo M5S. Joe fa di necessità virtù. Armato di secchio scende nelle stalle ricavate tra gli stanzoni dell’archivio, si scazzotta con un incolpevole Dario Di Vico colpevole di aver fatto arrabbiare Renzi (prende a pugni anche Ernesto Galli della Loggia, mai in linea col governo), e si premura di preparare la biada.

Non solo Ukip, non solo M5S. Il cavallo vecchio e cieco della miniera salvato dal macello e che il Corriere della Sera ha scelto come mascotte deve appunto mangiare e Servegnini lo imbocca e nel frattempo, al quadrupede, legge i propri articoli. Un vero e proprio maltrattamento costringere il pur brocco all’ascolto. Se ne accorge Paolo Mieli che, da par suo, molla un calcio a Joe per farlo finire dritto sulla popò equina messa da parte per concimare i prati dove vanno a brucare le caprette, stanche dell’Erba del Vicino, sempre povero di share, e accudite dalla redazione de la27ma ora, il blog delle donne dibattenti.

Non solo Ukip, non solo M5S. A riprova della scelta animalista, Joe – pur carissimo, irascibile e rissoso – si propone come testimonial a nome di tutto il Corriere e si offre per “Animali come noi”, la rubrica di Giulia Innocenzi su “Italia”, la trasmissione di Michele Santoro che però lo vuole nel ruolo di zio Tobia-ia-ia-oh!

Non solo Ukip, non solo M5S. Le vere scazzottate sono nei giornali. Non può mancare in questa rubrica lui, solo lui e sempre lui, ovvero Gianni & Riotto detto Johnny, il giornalista che tutto il mondo c’invidia. Preoccupato di arrivare secondo al traguardo del cuore di Matteo, Johnny tallona ogni movimento di Joe ma il vero concorrente ce l’ha dentro casa, nella redazione della Stampa, dove c’è un pericolosissimo Massimo Gramellini pronto a strappargli l’intimità con il premier intervistandolo come e meglio di Joe.

Non solo Ukip, non solo M5S. Novello “compare Turiddu” Johnny sfida Gramellini a singolar tenzone: “Renzi è solo mio”. Gli intima di uscire dalla redazione – “facciamo i conti, e senza calcolatrice!” – e l’agguanta lesto quando in cotanto spartirsi di legnate arriva la notizia delle notizie: il Nobel della Pace va a Marcel, ovvero Marcello Sorgi e per Riotto, come al solito, patate.

Fonte: Il Foglio