Cinquant’anni dopo le stragi in Indonesia di centinaia di migliaia di comunisti sotto la dittatura del generale Suharto, l’argomento è ancora tabù. Ma ancora più delicato in Indonesia è il problema del radicalismo islamico che aveva già colpito nel 2002 e nel 2009 a Bali con attentati allora ricondotti ad Al Qaeda. Estremismo e jihadismo fanno proseliti anche in questo grande Paese musulmano – l’88% di 250 milioni di abitanti – che si è sempre distinto per l’Islam “colorato”, il “wajah islam”, così definito per i tanti dettagli che dicono come qui la religione sia presente ma senza opprimere, dai negozi di alcolici, conosciuti e frequentati da tutti, alla separazione tra i sessi che non è praticata. Una versione tollerante dell’Islam sintetizzata nella Pancasila, la fede in un unico dio proclamata religione di Stato e integrata nella Costituzione nel 1945, dal primo presidente postcoloniale Sukarno. Una professione di democrazia grazie alla quale da 70 anni le sei religioni ufficiali – islam, protestantesimo, cattolicesimo, induismo, buddismo e confucianesimo – sono considerate sullo stesso piano.
Ma questo non è bastato a preservare l’Indonesia dal contagio islamista. Le fazioni estremiste si sono moltiplicate come i segnali di progressiva e sempre più estesa intolleranza, dagli attacchi ai negozi alcolici a quelli contro la corrente eterodossa Ahmadiyah, che secondo gli estremisti non rispettano l’ortodossia coranica. Una radicalizzazione che si è propagata anche in politica, dove i partiti islamisti sono formazioni minoritarie (15%) ma assai militanti che si battono strenuamente per l’applicazione della sharia, la legge coranica.
Stato e istituzioni arretrano mentre l’Indonesia è sottoposta all’influenza crescente del jihadismo internazionale, come dimostra il moltiplicarsi di trasferimenti in denaro dall’estero ai gruppi radicali, l’attivismo dei predicatori sauditi nell’arcipelago e lo sviluppo della propaganda islamista sui social network. L’islam colorato, islam che sorride, appartiene ancora alla maggioranza della popolazione ma è un modello che scricchiola: le minoranze radicali sono agguerrite, ben sostenute dai soldi e dagli ulema che vengono dal Golfo e dall’Arabia Saudita. Vedremo ora la reazione del governo e popolare a questa ondata di kamikaze: ma preservare la via indonesiana alla tolleranza sarà sempre più difficile.

Fonte: Il Sole 24 Ore