Rischio crollo per mancato restauro e inadempienze amministrative: il Castello Svevo di Augusta, nella provincia aretusea, è messo sotto sequestro dai Carabinieri di Siracusa del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale e artistico.
E va bene, solite cose. Un provvedimento questo – messo in atto martedì scorso – reso necessario a causa di un’inchiesta su cui sono indagati dirigenti della Regione siciliana per i reati di “omissione di atti di ufficio, danneggiamento al patrimonio archeologico storico e artistico nazionale e omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina”.
Solite cose di un insolito destino. Nello stesso momento in cui i militari entrano per apporre i sigilli alle possenti mura della fortezza, la Regione – entità di pura satrapia nell’infelicissima isola – annuncia tagli per milioni di euro alle istituzioni culturali.
E va bene, allora: solite cose. Un dettaglio questo che va ad aggiungersi – nella stessa data, ma a Roma – al trionfale varo di una task force di Caschi Blu della Cultura contro la distruzione dei patrimoni dell’umanità.
“Una Nazione è viva quando è viva la sua Cultura” recita – e si perde di eco in eco il sottofondo trombonesco – lo slogan dei Caschi Blu della Cultura. E siccome a sfumatura s’aggiunge sempre un’ulteriore rifinitura, al sovrapporsi dei sigilli, dei tagli e del sopraggiungere dei Caschi non può che far pazzi di rabbia la notizia definitiva sulla porcilaia cui s’è ridotta la povera Sicilia: essere non proprio il Sogno d’Arcadia ma, più sostanziosamente, la centrale nientemeno che mondiale dei droni americani collocati tutti a Sigonella. Una Nazione sarebbe viva se solo fosse viva di dignità.

Fonte: IlSole24Ore