Cinquestelle, sorpasso sul Pd. Al ballottaggio, secondo un sondaggio, i grillini staccherebbero il Pd di oltre 10 punti. Panico tra i giornalisti renziani. Due su tre si sono già schierati con Luigi Di Maio, l’Uomo in Lebole, celebrato leader “più popolare di Matteo Renzi” e il Pd1 di Mauro Orfeo detto Orfei apre il tigì delle 20.00 con un servizio apparentemente equilibrato, in verità sfacciato: “Lo stile Fonzie è fuori moda”.

Cinquestelle, sorpasso sul Pd. Panico tra i giornalisti renziani. Gianni & Riotto detto Johnny, con indosso un doppiopetto Facis, cede subito. Rinnega Maria Etruria Boschi, offre una birra a Farage, conversa di Roma antica con Boris Johnson e annuncia a un cameraman esterrefatto della Bbc: “A ottobre come D’Alema voterò no”.

Cinquestelle, sorpasso sul Pd. Panico tra tra i giornalisti renziani, Riotto cede subito e cosparso di cenere, sgattaiola in Rai e rassicura Arturo Diaconale: “Di Maio mi ha già promesso il ruolo di maggiordomo a ‘Porta a Porta’ e una trasmissione a scelta tra ‘Protestantesimo’ e ‘Cis Viaggiare informati’. Porterò lì le istanze liberali, la cassa depositi e prestiti e il popolo della partita Iva”.

Cinquestelle, sorpasso sul Pd. Il panico prende i giornalisti renziani ma una notizia apparentemente cattiva ringalluzzisce l’altro campione di tutte le tenzoni, ossia Joe Servegnini che sulla base di Vienna, dove il ricorso di Hofer impone di rifare il ballottaggio, coglie la possibilità di rifare il referendum del Brexit a Londra e così restituire la Gran Bretagna all’Europa.

Cinquestelle sorpassano il Pd, Vienna diventa populista ma l’Inghilterra può tornare alla Ue. Mentre dall’ufficio centrale dei giornalisti renziani, Joe Messina, il guru profumatamente pagato da Renzi, copiando Mario Appelius inventa il suo slogan – “Dio stramaledica gli inglesi” – Joe, da par suo, ne lancia uno migliore. E’ – parafrasando Riccardo III – quasi un grido di battaglia, ed è: “Il mio ciuffo da suora laica per il remain”.

Cinquestelle sorpassano il Pd, Vienna diventa populista e ai giornalisti renziani non resta altro che portarsi nella perfida Albione. Joe le tenta tutte, si mette alla testa di una pattuglia di hippy fumati e carica la festa dei portuali di Liverpool, ma viene disfatto e preso prigioniero. Fa chiamare la regina Elisabetta direttamente dalla sorella e dalla zia di Crema ma sarà Marione Calabresi, il direttore di Repubblica, rifugiatosi in Gran Bretagna pur di non lavorare in redazione, a liberarlo. Con un recondito pensiero, degno di Franti: “Così, scrivendo, Joe fa perdere copie al Corriere…”.

Cinquestelle sorpassano il Pd, Vienna si fa estrema nella lotta al sistema ma a Londra, dove si ripetono le consultazioni del Brexit, Joe riesce ad arrivare e così fare campagna a favore dell’Europa. E però, dopo tre reportage di Servegnini gli inglesi, convinti a votare remain dopo lo choc di questi giorni, ritornano in massa a votare leave: “Non possiamo condividere lo stesso continente con un cicisbeo che spaventa la working class spalancando quel terribile impermeabile e mostrando un pistolino, forse europeista, ma del tutto inadeguato”.

Cinquestelle, sorpasso sul Pd. Giornalisti renziani si professano grillini. Ed è MaryMely che, colpo di scena, smette tutto d’un colpo coi suoi colloqui con Matteo per inaugurare una nuova serie: “Un caffè con Paola”. La senatrice Taverna, affabile come sempre, dilaga nelle righe un tempo assegnate dal Corriere al premier Renzi.

Cinquestelle, sorpasso sul Pd. Due su tre tra i giornalisti renziani diventano grillini, il resto di uno, invece, va con Diba. Nel primo incontro con MaryMely, Paola Taverna, illustra la strategia pentastellata per il controllo del direttorio su Virginia Raggi: “Vado de tacco, vado de punta, e pijo a mozzichi a nuova giunta”.

Cinquestelle, sorpasso sul Pd. MaryMely va in visibilio, a bordo dello scooter Rcs corre verso largo Chigi, entra direttamente nel cortile accolta dai Lancieri di Montebello, già adusi a scortarla da Matteo ma lei, sostando nel centro della piazza d’armi, senza neppure scendere dal sellino fa il verso del gallo. E canta tre volte.

Fonte: Il Foglio