Mentre in Europa si sta vivendo l’isterismo della guerra alle porte o addirittura in casa, l’America si prepara con efficienza a garantire la propria sicurezza. Uno stimato analista militare, il colonnello in pensione Keith Nightingale, ha individuato alcuni provvedimenti da assumere con immediatezza per affrontare l’emergenza : strangolare le finanze dell’Isis; filtrare i rifugiati e gli emigrati; imporre a Iraq, Siria e Giordania la costituzione di contingenti di terra che combattano; affiancare consiglieri militari americani ai contingenti; costituire in Europa un Centro internazionale d’Intelligence con sostanziale partecipazione di personale e supervisori statunitensi più esperti e preparati dei colleghi europei; incrementare i controlli ai confini statunitensi su immigrati ispanici; aumentare le risorse per i team di collegamento di Pentagono e Cia presso nazioni amiche per il controllo nei Paesi d’origine; incrementare il controllo sui turisti, gli studenti e i lavoratori; costituire un Centro Operativo Antiterrorismo interforze (americane) in grado di intervenire in tutto il mondo.
Sono raccomandazioni ragionevoli. Meraviglia però che gli Usa dopo decenni di migrazione ispanica la considerino ancora un problema di sicurezza antiterroristica, che non abbiano stabilito procedure e strutture per scambiare informazioni con gli europei, che ci considerino ancora inaffidabili su questo piano e che dopo 15 anni di operazioni militari e coperte della Cia nella guerra globale al terrorismo debbano ancora costituire un centro operativo interforze. È strano che si raccomandi il ricorso ai consiglieri militari e ai contingenti locali quando le stesse iniziative del Pentagono e della Cia avviate proprio in Iraq, Giordania e Siria al l’inizio di quest’anno sono miseramente fallite.
Gli unici a essere ritenuti affidabili sono rimasti i curdi (a torto, dicono i turchi) che gradiscono tutto meno che essere guidati dagli americani. Ma soprattutto nelle proposte non c’è traccia di una visione strategica a medio-lungo termine di cosa si vuole ottenere e con quale tipo di Medio Oriente possiamo convivere. Qualcosa ci sfugge.

Fonte: Il Fatto Quotidiano