È stato martellante il diluvio di emozioni alimentate da una propaganda martellante e fuorviante, tesa a delegittimare il risultato del referendum britannico e a incutire paura agli altri popoli europei. Solo al quinto giorno un po’ di calma relativa, che però non acquieta lo smarrimento della maggior parte dei commentatori e dell’establishment che ora improvvisamente si chiede:

ma perché tutta questa sfiducia nei confronti dell’Unione europea? Perché i “populisti” euroscettici guadagnano consensi dappertutto? La risposta per me è ovvia:

perché la gente è sempre più povera,
perché i governi non hanno più poteri e prendono ordini da entità lontane e impalpabili come la Ue e gli organismi internazionali, veri padroni del mondo,
perché la gente è spaventata da un’immigrazione incontrollata e senza limiti che minaccia gli equilibri sociali e l’identitä culturale,
perché i giovani non hanno lavoro e gli anziani temono di perdere la pensione,
perchè le tasse aumentano ma i debiti pubblici non diminuiscono,
perché la Germania e Bruxelles conoscono solo una parola: austerità.

E soprattutto perché non c’è fiducia nelle classi politiche nazionali e ancor meno in un’Unione europea che sa scardinare ma non sa costruire, che comanda senza assumersene le responsabilità, che in nome del rigore distrugge le economie nazionali e calpesta ogni sovranità.

Poi i più informati guardano alla Grecia – totalmente ignorata dai media sebbene viva una situazione aggiacchiante – e che a parole è stata salvata almeno tre volte e che in realtà è stata schiavizzata, umiliata, dalle pretese assurde della Troika.

Quella Grecia dove, secondo gli ultimi studi, la mortalità infantile è aumentata quasi del 50%, le malattie croniche sono cresciute di circa il 24%, dove il 79% della popolazione non è coperto da assicurazione e quindi rimane senza cure per via della disoccupazione e in cui la percentuale di nascite sottopeso (sotto 2,5 kg) è aumentata del 19% nel 2008-2010.

Un caso isolato, si dirà. Ma la situazione negli altri Paesi non fa che peggiorare, tranne che in Germania. E a furia di veder negata la realtà e deluse le proprie aspettative, i cittadini hanno iniziato a cercare risposte altrove per sperare in un futuro più giusto e migliore. Anche in Paesi maturi benestanti, come l’Austria – vedi la recente avanzata della Fpoe – e come la Gran Bretagna, ovvero di un Paese che, guardando solo al proprio portafoglio, non avrebbe avuto ragione di andarsene.

Invece c’è qualcos’altro che muove i popoli. C’è una sfiducia profonda nei confronti delle classi dirigenti, una sfiducia che la propaganda e lo spin non riescono più ad acquietare. E anzichè puntare il dito contro “i populismi”, l’élite europea dovrebbe farsi un esame di coscienza. E rendersi conto che è lei ad aver causato questo profondo e crescente disagio.

L’euroscetticismo è l’effetto, non è la causa del malessere europeo. Criminalizzarlo non è la risposta giusta.

Fonte: Il Giornale