Carl Orff (1895-1982) nacque a Monaco di baviera in una famiglia di antiche tradizioni militari il 10 Luglio 1895. Catturato fin da giovanissimo dalla passione per la musica ed il teatro, lasciò gli studi contro il parere dei genitori per dedicarsi interamente alla composizione, iniziando così un cammino che negli anni lo porterà alla fama grazie anzitutto alla fondazione di un nuovo metodo di educazione musicale(tuttora applicato nei paesi di lingua tedesca) e alla fortuna che da subito  riscontrarono i suoi Carmina Burana. Orff fu infatti in grado di elaborare assieme a Dorothee Gunther un nuovo metodo didattico: lo Schulwerk. Tale metodologia da un lato esaltava il concetto di unità fra danza e musica, inserendosi in quella corrente culturale tedesca dove stavano prendendo piede in ogni campo ideali estetici di gusto ellenico, dall’altro, a livello più spirituale, un ritorno ai valori gerarchici tradizionali all’interno dell’ambito musicale, opponendosi a coloro che volevano fare dell’educazione musicale un’opportunità per pochi dotti. Questa opposizione implicava quindi anche una nuova missione sociale del musicista, rivolta in particolare ai giovanissimi se non addirittura ai bambini, secondo i principi della pedagogia più avanzata per l’epoca.

Nella Guntherschule le teorie sulla musica come espressione spontanea legata al movimento del corpo trovarono ben presto la loro applicazione nella ginnastica ritmica. Tali intuizioni furono in seguito fortemente incoraggiate dal regime nazionalsocialista, tanto che Leo Kenstenberg, responsabile del Ministero dell’Istruzione, adottò già dal 1932 lo Schulwerk come metodo didattico musicale ufficiale e fu proprio la Guntherschule ad aggiudicarsi l’onore di aprire le olimpiadi del 1936 con una grande cerimonia inaugurale. La fine della Guntherschule  coincide con la data del 7 Gennaio 1945, giorno in cui fu seppellita dai bombardamenti e con essa la maggior parte degli strumenti e degli archivi. Come detto in precedenza, la fama di Orff è legata non solo all’aspetto didattico, ma anche alle sue opere teatrali, in particolare a “I trionfi”, un trittico di cui i Carmina Burana costituiscono la prima parte. “I trionfi” hanno le proprie origini in quel gusto per l’arcaismo molto diffuso nell’Europa della prima metà del novecento che portò molti compositori a trovare nelle tonalità della musica medioevale la propria fonte di ispirazione: Carmina Burana è in effetti il titolo di un manoscritto duecentesco scritto in un misto di tardo latino e tedesco antico da cui Orff diede vita ad una cantata scenica che ebbe una notevolissima diffusione popolare, soprattutto in Germania ma anche nel resto d’Europa. Eseguiti e rappresentati per la prima volta al teatro dell’opera di Francoforte nel 1937, i Carmina si aprono con un inno alla dea Fortuna, colei che regge le sorti del genere umano e distribuisce il bene ed il male a suo piacimento. Nella prima parte,  Primo vere,  si celebra il risveglio della natura, mentre nella seconda parte, In taberna, domina una riflessione sul triste destino dell’uomo, caratterizzato dalla fragilità che lo porta a cedere ai vizi e al desiderio di arricchirsi a spese degli altri. Infine l’ultima parte, Cour d’amours, è dedicata al tema dell’amore e chiude l’opera con un inno alla dea Venere. Osteggiato nell’immediato dopo guerra a causa delle passate relazioni col regime, Orff ricevette in seguito numerosi riconoscimenti, soprattutto in merito al rivoluzionario Schulwerk tuttora alla base dell’insegnamento musicale nelle scuole tedesche. Orff morì nel 1982, all’età di 87 anni, e fu sepolto nella chiesa barocca dell’abbazia benedettina’ di Andechs, sulle rive del lago di Ammersee, una trentina di km a sud di Monaco.