Prendete un paese dell’Europa cosiddetta mediterranea ma che affaccia soltanto sull’atlantico. Prendete un regime sul modello fascista, che nel bel mezzo della seconda guerra mondiale si dichiara neutrale, fa espatriare ebrei dalla Francia occupata, si allea con la GranBretagna di Wiston Churchill, mette in galera i più ferventi sostenitori del nazifascimo in patria, ma che alla morte di Adolf Hitler fa issare le bandiere nere . Prendete un grande scrittore italiano, Antonio Tabucchi,innamorato di questa strana terra ,il Portogallo, ed eccovi servita una grande storia: Sostiene Pereira. Romanzo osannato dalla critica e amato dai lettori, il libro di Antonio Tabucchi vide anche una trasposizione cinematografica per mano del regista Roberto Faenza, degna di nota per due motivi: una splendida interpretazione di Marcello Mastroianni, che si aggiudico il David di Donatello e la colonna sonora del maestro Ennio Morricone. Pellicola questa riproposta di recente nel palinsesto di Rai Storia, sparuta luce nel deserto delle televisioni di Stato.

Sullo sfondo di una Lisbona un po’ sdrugita dall’aria pesante del regime Salazarista, si snoda la vicenda umana del Dottor Pereira. Responsabile della pagina culturale del Lisboa, vive la sua vita alle soglie della vecchiaia , cadenzata ormai soltanto da limonate con troppo zucchero e omelette alle erbe, sempre più disilluso. Rimasto vedovo, ancora morbosamente legato alla moglie defunta, il cui ritratto è l’unico effettivo interlocutore, Pereira, fine intellettuale amante della letteratura francese, passa i suoi giorni in un perenne stato di alienazione,in un dimesso ufficio lontano dalla sede centrale del giornale. A cambiare la vita d’un uomo ormai concentrato soltanto sulla morte, sono le vicende di due giovani innamorati, ferventi antisalazaristi e sostenitori della fazione repubblicana nella vicina guerra civile Spagnola. Pereira entrato a contatto con il giovane Monteiro Rossi, laureando in filosofia , rimasto colpito da un saggio di questo sulla morte, gli commissiona una serie di necrologi sui poeti prossimi alla dipartita .Articoli, quelli di Monteiro, che saranno infarciti di politica: Il giovane demolirà infatti D’annunzio definendolo fannullone guerrafondaio,esalterà Majakovskij e Garcìa Lorca, denunciando l’omicidio di mano franchista di quest’ultimo, provocando così una crescente preoccupazione in Pereira, sempre attento a non sfiorare argomenti che possano aver una qualsiasi rilevanza politica , ancor di più se contro il regime di Salazar. Una serie di altri incontri, uno su tutti quello con il dottor Cardoso, che oltre a rimetterlo in sesto fisicamente, farà definitivamente emergere il nuovo “io dominante” di Pereira, porteranno un cambiamento estetico ma soprattutto interiore dando nuova linfa al vecchio giornalista. La parabola umana disegnata da Tabucchi, interpretata da un Mastroianni maturo con un grande carica umana, è lo specchio di un intellettuale ai margini, che fa i conti con l’apparente fine della sua esistenza. Soltanto un “appassionato alla vita” come il giovane Monteiro potrà sconvolgere l’ uomo anziano e stanco, arresosi ormai alla stagnazione culturale e politica del suo paese. Pereira compie, tramite la pubblicazione di un racconto audace ed evocativo,il suo primo atto di coraggio, che culminerà poi in una plateale denuncia del regime Salazarista.

Cornice di questo racconto è una dittatura diversa dalle altre: quella di Antonio De Oliveira Salazar. Intellettuale cattolico, professore di economia, Salazar diventa ministro delle Finanze nel 1928 , presidente del consiglio nel 1932 e fonda nel 1931 quello che sarà destinato a diventare il partito unico del Portogallo: “L’Unione Nazionale”. Fervente anticomunista, per questo sponzorizzato dalla NATO, Salazar rimarrà al potere sino al 1968. Peculiare fu la politica tenuta dal dittatore portoghese nel periodo della seconda guerra mondiale, tra GranBretagna e Asse, amico dei tedeschi, concesse le Azzorre per l’installazione di basi militari agli Stati Uniti. È questo un periodo in cui il Portogallo, grazie agli affari conclusi con entrambe le fazioni, conosce uno sviluppo economico senza precedenti, destinato però a incrinarsi nel tempo sino al crollo finale dovuto ad una politica di isolamento e a una perseveranza “antistorica”, nel mantenimento dei possedimenti coloniali. Quella che ci consegna Tabucchi, nel suo splendido romanzo, è un regime soffocante, ipocrita e liberticida che ,senza le parate militari maestose della Germania di Hitler, è comunque capace di un controllo capillare della vita pubblica e privata di tutti i cittadini portoghesi. È in questo contesto che prende forma l’atto di rivoluzione tutto intellettuale di Pereira, che denuncia con la sua penna la violenza del potere, perdendo ogni vincolo che l’età e la vita gli avevano imposto abbracciando una ritrovata incoscienza giovanile.