Per chi avesse lasciato il giovane Cioran intento a levare il suo grido furente sulle vette del mondo, e poi si ritrovasse tra le mani questo carteggio, rimarrebbe certamente sorpreso nello scoprire in lui un vecchio che aspira ancora all’amore. A voler confrontare l’opera giovanile Al culmine della disperazione con il vecchio innamorato che emerge dal libro di Friedgard Thoma (Per nulla al mondo. Un amore di Cioran, La scuola di Pitagora, 2016) ci si troverebbe di fronte a due uomini animati da sentimenti opposti. Il Cioran furioso dei primi anni Trenta cede quindi il passo al Cioran innamorato dei primi Ottanta.

Per nulla al mondo avrebbe rinunciato all’uso lirico e vagabondo del suo tardo autunno.

È la citazione di Colette a cui si ispira il titolo del libro che mostra ai lettori un imprevedibile Cioran, vecchio cuore vagabondo, innamorato fuori tempo massimoL’apocalisse può attendere. La passione brucia ancora titola infatti la recensione all’edizione del 2010 (per L’orecchio di Van Gogh) apparsa sul Giornale a firma di Alessandro Gnocchi. Del giovane fanatico e misogino, nazionalista e razzista che voleva trasfigurare la Romania sulla base della Germania hitleriana non resta quindi che un eco di foglie morte, per dirla con Nabokov – che sull’amore proibito dal tempo ha scritto il romanzo che è ormai un classico: Lolita.

Per nulla al mondo Copertina

Il Cioran dell’esilio parigino che si ritrova a scambiare lettere con una giovane tedesca è un vecchio disincantato, scettico all’inverosimile, che non rimane però indifferente di fronte all’amore: la sola cosa che possa salvare l’uomo, la sola fonte di speranza. Le parole appena ricordate appartengono già al Cioran furioso degli anni giovanili, e sembrano anticipare quello degli ultimi tempi. L’amore pare essere l’unica convinzione, l’unica vera costante della sua vita. Almeno in questo vi è la conferma di un minimo di coerenza nella vita del filosofo della contraddizione. Si legge infatti un ammonimento nei Sillogismi dell’amarezza:

Diffidate di quelli che voltano le spalle all’amore, all’ambizione, alla società. Si vendicheranno di avervi rinunciato. La storia delle idee è la storia del rancore dei solitari.

Il libro (tradotto da Pierpaolo Trillini) ripercorre la relazione sentimentale tra il filosofo di Rășinari e la giovane insegnante tedesca, attraverso lettere, aneddoti e racconti. Il giorno del loro primo incontro lui ha 70 anni, lei 34: praticamente il doppio. Lei è una giovane ammiratrice che vuole conoscere il suo autore, lui un vecchio rumeno che vuole dimenticare la patria d’origine, il suo scomodo passato; e lo fa lanciando anatemi contro Dio, il Tempo e la Storia, abbandonando per sempre la lingua madre per sposare quella francese. C’è però un fatto. Cioran condivide da anni la mansarda di rue de l’Odeon con la compagna conosciuta ai tempi dell’università: Simone Boué. Lei, contrariamente a lui, gli rimarrà sempre fedele, almeno per quanto ne sappiamo. Chi volesse approfondire il rapporto tra i due può leggere il libro-intervista di Simone Boué Una vita con Cioran (La scuola di Pitagora, 2016) curato da Massimo Carloni, lo stesso che ha compilato il saggio finale “Cioran in love” in chiusura al libro di Friedgard Thoma.

una vita con cioran

Ma andiamo all’incontro. Parigi, 14 aprile 1981. Cioran, rispondendo alla lettera della giovane ammiratrice, incontra Friedgard. Lui la vede e ne rimane letteralmente folgorato. Eros scocca la sua freccia e lo centra in pieno. Friedgard invece non ha modo di essere colpita, poiché Chronos si intromette tra loro e intercetta il colpo. Lei rimane quindi affascinata dall’intellettuale, ma non attratta dall’uomo. Comincia così una relazione epistolare che si protrae per anni – tra incontri, confidenze, concessioni, gelosie e allontanamenti – ma che volge inevitabilmente verso l’incompiuto: fatalità tutta cioraniana.

Ho compreso in maniera chiara di sentirmi legato sensualmente a Lei solo dopo averle confessato al telefono che avrei voluto sprofondare per sempre la mia testa sotto la sua gonna.

Ecco cosa ha il coraggio di confessare il non più giovane Emil alla giovane Friedgard. Lei, pur non ricambiando l’attrazione fisica, vuole comunque mantenere una relazione amichevole col suo autore prediletto, senza però cedere alle sue esigenze carnali. E per farlo utilizza uno stile volutamente ambiguo, nelle lettere che si scambieranno.

Friedgard Thoma ed Emil Cioran fotografati in un momento di spensieratezza

Friedgard Thoma ed Emil Cioran fotografati in un momento di spensieratezza

Come l’Humbert Humbert del romanzo di Nabokov, Cioran si ritrova sdraiato sopra un letto di illusioni, intento a bagnare le proprie mani nel fiume del tempo. Un fiume lungo e largo trentasei anni, tanti quanti stanno a dividerlo dalla giovane ammiratrice. Cioran tenta a più riprese di creare un ponte, una diga. Finalmente una costruzione, qualcosa che possa eludere lo scorrere del tempo, o almeno rallentarlo. Che tenerezza. Pare un bambino questo vecchio Cioran che si ribella all’ordine della vita, disposto perfino a pervertirlo, pur di avere tra le sue braccia la giovane amata.

Vorrei rifugiarmi con Lei su un’isola deserta, e piangere tutto il giorno. […] Ciò che mi allontana da Lei è un esilio; in qualche modo devo ritrovare la leggerezza o crollare. E comunque, la mia caduta per causa sua è inevitabile ed inattesa.

Ma perché quindi pubblicare queste lettere tanto private? Si tratta forse di un’operazione atta a compiacere voyeurs e feticisti del genere? Non di certo. La pubblicazione pare invece seguire il consiglio dello stesso Cioran:

Cercate la verità su un autore nella sua corrispondenza piuttosto che nella sua opera.

Nonostante l’autrice abbia avuto l’accortezza di attendere che sia Emil che Simone fossero morti prima di portare alla luce queste lettere, Mario Andrea Rigoni (curatore, traduttore e amico personale del filosofo) ha trovato inopportuna la pubblicazione di questo libro. È comprensibile che tali giudizi siano espressi da chi, come Rigoni, lo abbia conosciuto da vicino. Ma per una reale conoscenza e lo studio approfondito di un autore, tali questioni vanno viste con un certo distacco – cosa emotivamente impossibile per amici e intimi. L’importanza di queste lettere viene infatti ribadita nella premessa: “Questo libro […] per la prima volta mostra il lato privato della persona, che si ritrae sempre dalla sua opera”. Esso svela ai lettori un Cioran diverso dallo scettico inattaccabile che si credeva di conoscere e che si manifesta ora come “una persona vulnerabile, che rifiuta l’ironia e lo scetticismo a fronte d’una situazione esistenziale concreta”… E anche un po’ impacciato nel padroneggiare una lingua straniera come il tedesco che, a differenza del francese, non gli riesce così agile. Ma il Cioran della vecchiaia riserva altre sorprese: lo si scopre, per giunta, divenuto astemio. Eppure in gioventù il Cioran furioso non disdegnava di certo l’alcool, tanto da tessere le lodi di un uomo che nel villaggio di Rășinari faceva il giro delle osterie bevendo vino finché non avesse finito i soldi, elevandolo a esempio umano a cui mirare. Incredibile come il tempo sia capace di cambiare gl’uomini.

Il tempo. È lui il vero protagonista della vicenda. Più di Friedgard, più di Cioran. Più dell’amore. Arriva infatti il momento in cui, a distanza di anni, la non più giovane Thoma si ritrova a riordinare le carte per raccontare la vicenda e fare chiarezza:

La situazione era tragica, perché non volevo ammettere la cosa più semplice […] nelle lettere vi ho girato attorno artificiosamente, oggi però, tra le righe, leggo: Tu sei vecchio ed io sono giovane! Non posso amarti come tu mi ami.

Il tempo ha quindi reso impossibile la relazione amorosa tra i due. Ma non tra lei e il suo compagno, molto più giovane dell’imprevedibile pretendente che arriverà addirittura a chiederle la mano, proposta che non aveva fatto nemmeno a Simone, poi coinvolta nella relazione amichevole grazie alla saggezza (tutta femminile) di Friedgard. Un doppio triangolo amoroso viene quindi a formarsi, creando non poche gelosie al povero vecchio Cioran. Le scrive, infatti, in risposta ad una lettera:

L’abisso tra i miei aforismi e la vita non è poi così grande, come Lei ritiene. Però esiste, e Lei deve ritenersi fortunata, perché se i miei pensieri si tramutassero in azioni, Lei oggi si ritroverebbe in una tomba ed io in prigione.

Sembra la trasposizione di Amore e vecchiaia di Chateaubriand, la storia di un vecchio che si infatua di una giovane: di nuovo un amore proibito dal tempo.

Poi, un giorno […] lo sguardo di un uomo più giovane ti strapperebbe al tuo fatale errore. […] Nell’anima mia irromperebbero tutti i tormenti dell’inferno, e solo il crimine riuscirebbe a placarli. […] Se tu mi appartenessi, solo la tua morte, o la mia, mi indurrebbero a rinunciare a te. Potrei perdonarti di essere felice insieme a un angelo. Insieme a un uomo, mai.

Quanti delitti può compiere il tempo! Bisognerebbe metterlo sotto processo, un giorno o l’altro. Ma a placare i dolori del cuore interviene la musica. Le lettere che si susseguono un anno dopo il loro primo incontro sono spesso accompagnate da commenti alle opere di Brahams, Schumann, Mozart o Schubert: rimane solo la musica, ancora. È comunque molto: quasi tutto – scrive Cioran come unica consolazione, poiché per lui la donna è musica perduta nella carne.

Donna inginocchiata con vestito rosso - Egon Schiele (1911)

Donna inginocchiata con vestito rosso – Egon Schiele (1911)

Gli incontri, le missive, le telefonate tra i due si protraggono fino agli ultimi anni della vita del filosofo, almeno fino a quando lui sarà capace di ricordare parole, persone e luoghi. Cioran cerca una tomba al cimitero, inciampa e non la trova; tenta di afferrare nella mente una parola in tedesco e non vi riesce. Il morbo di Alzheimer lo ha colpito. È forse il suo modo di ingannare il tempo? Vivere senza memoria: finalmente, fuori dal tempo.

Niente più ricordi di un amore impossibile. Niente più battaglie tra Eros e Chronos. Fine al tormento. Ma ad assisterlo fino agli ultimi giorni della sua vita vi sarà la grande assente di questa vicenda: Simone Boué. Sarà lei, due anni dopo la morte dell’amato, a consegnare all’editore le bozze dei Quaderni. Assolto questo compito, il suo corpo verrà trovato sulle rive dell’Atlantico per poi essere posto al fianco del suo amato Emil: insieme a lui, anche nella tomba.

La tomba del grande scrittore romeno, sepolto nel cimitero di Montparnasse insieme alla compagna Simon Boué

La tomba del grande scrittore romeno, sepolto nel cimitero di Montparnasse insieme alla compagna Simon Boué

Come giudicare allora, alla luce di questi fatti, il comportamento di Cioran? Bene o male? Ci si dovrebbe intenerire davanti a un vecchio capace ancora di amare, o si dovrebbe condannarlo per la sua infedeltà nei confronti della cara Simone? Fedifrago, tenero, scorretto, ingenuo, illuso… L’uomo che voleva essere mostro si è infine rivelato umano; troppo umano. Una categoria talmente grande da non poter essere suddivisa in buoni e cattivi. Poiché ciò che si fa per amore è sempre al di là del bene e del male. Parola di Friedrich Nietzsche.