Cyrano de Bergerac. Francesco Guccini gli aveva dedicato una canzone, Massimi Fini lo ha fatto diventare la traduzione teatrale del suo pensiero, i volontari di SORTE (Solidarietà Romana sul Territorio) lo hanno rivisitato per onorare il patto che hanno stretto con Roma. Nata nel maggio del 2013 questa associazione di promozione sociale lavora da due anni con quella “maggioranza silenziosa” degli italiani che si trova in situazioni di disagio. SORTE sta dalla parte degli invisibili: pasti caldi, coperte e vestiti consegnati a persone senza fissa dimora, forniture di beni di prima necessità alle famiglie in difficoltà, pulizia delle strade, dei muri e dei parchi in forte stato di degrado, volontariato nelle case  famiglia e negli istituti delle ragazze madri. A raccontarlo è il presidente Francesco De Crescenzo prima dell’inizio dello spettacolo. A testimoniarlo è una platea strapiena che ride, applaude e dona. Dietro non ci sono politici ma la forza di volontà di circa duecento giovani che nel silenzio realizzano quella che Tolstoj chiamava “la felicità domestica” delle persone.

Non era facile rispettare una rappresentazione che ha fatto la storia del teatro e del cinema. Pertanto lo spettacolo rivisitato e intitolato “Cyrano…dacci una mano” messo in scena ha superato ogni aspettativa. Stravolta quasi integralmente, la riproduzione artistica, non ha perso il suo substrato pluridisciplinare. I generi vengono di fatto rispettati tutti: il dramma storico e la commedia, il genere comico e drammatico, il dramma eroico e la tragedia. In più prima di esibirsi, i volontari di SORTE sul palco, ci raccontano, teatralmente, la loro storia attraverso una parodia, che riflette loro stessi. Un manipolo di ragazzi si incontrano quasi per caso ai provini organizzati dal maestro Orlando Orlandini che vuole mettere in scena qualcosa con il sostegno di una simpatica suora (Eleonora Timpani). Esattamente come due anni fa, quando i dodici fondatori di questa associazione di promozione sociale, si sederono per la prima volta intorno ad un tavolo e si chiesero “che fare?”. Risposerò così: “facciamo un raccoglitore di persone”. Come ai primi incontri, nella parodia ogni attore si è portato con sé il suo vissuto e poco a poco il gruppo ha trovato una certa armonia e il maestro (interpretato da Matteo Lucidi) riesce a mettere insieme i pezzi della messa in scena. Che sarà un trionfo.

Cyrano (Antonio Castoro) è un elettricista dall’accento romano e uno spirito goliardico, ma è sempre l’abilissimo spadaccino che appartiene al leggendario corpo dei cadetti di Guascogna, coraggioso e indomabile nella difesa dei deboli e degli onesti, ma anche poeta capace di usare la parola con la stessa abilità di come usa la spada. Innamorato perdutamente di Rossana (Maria Luisa De Crescenzio), è certo di non avere alcuna speranza di essere amato da lei, per colpa di quel suo naso che lo rende a suo avviso un mostro. Poi Rossana è invaghita del cadetto Cristiano de Neuvillette (Filippo Collalti), bello d’aspetto ma privo di romanticismo; ecco che allora è Cyrano a prestargli l’anima, in segreto, e anche se attraverso la bellezza del suo rivale, è lui a incantare il cuore di Rossana. Fanno poi da cornice all’intero spettacolo i personaggi interpretati da Olivia Bellelli, Vittoria del Buono, Filippo Morrone e Beatrice Collalti. E a proposito di “invisibili” non dimentichiamoci di citare scenografi, costumiste e musicista: Lucia Agates, Michela Giuliano, Federica Felizioli, Valentina Bartocci, Ilaria Picalarga , Veronica Chiappiniello, Francesco Eramo.