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La retorica del 2000

La retorica è l’arte del parlar bene, del persuadere attraverso discorsi elaborati e ben costruiti. Fin dai tempi più antichi la retorica venne utilizzata negli ambiti più svariati : la filosofia, la giurisprudenza, la scienza, la letteratura, l’arte. Con il passare del tempo l’uomo ha sviluppato sempre di più la capacità di rivestire i contenuti proposti di belle parole, in modo da esaltarli. Il primo a teorizzare la retorica come scienza fu Empedocle, i cui allievi Corace e Tisia scrissero veri e propri manuali sull’argomento. E’ il V secolo avanti Cristo. La retorica continua a svilupparsi con la sofistica, una corrente filosofica per cui l’abilità linguistica si rivelava di grande importanza. In ambito politico il progresso più imponente si ebbe ad Atene. La città all’epoca vantava infatti un sistema democratico, ed è proprio quando l’uomo politico deve acquisire consensi che affina l’abilità oratoria. Nelle assemblee greche le deliberazioni legislative si tenevano a seguito di discorsi da parte dei diversi propositori a confronto. Non avendo tutti i presupposti culturali o intellettuali per valutare lucidamente le scelte alcuni elementi si lasciavano facilmente condizionare da colui che al pubblico appariva più sicuro. In fondo non è diverso dalla politica di oggi. Il mistero che avvolge i programmi di vari partiti o movimenti minori è dovuto allo spesso strato di ‘parolone’ con cui vengono presentati. Oltre al mondo dell’Antica Grecia la retorica fu un perno imprescindibile su cui ruotavano le vite dei grandi politici, giuristi o insegnanti romani. Nell’età repubblicana durante le sedute del senato si poteva assistere a vere e proprie manifestazioni retoriche. L’abilità oratoria era sinonimo di un’elevata posizione sociale, in quanto era un’arte da affinare con il tempo, elemento fondamentale nell’ otium della nobiltà romana.

 Lo stesso Cicerone scriveva nel De Oratore dello stretto legame che esiste tra filosofia e retorica. La retorica senza contenuti consistenti risulta vuota. Inoltre l’abilità oratoria fece di Cicerone il celebre avvocato che è stato all’epoca.  L’importanza rivestita dal riuscire a parlare bene è testimoniata anche dall’ Institutio Oratoria di Quintiliano. L’opera fu scritta per il figlio dell’ imperatore Domiziano e illustrava il percorso di studi che un buon oratore avrebbe dovuto affrontare. Nell’istruzione infatti la retorica occupava uno spazio non indifferente. Ma cosa è cambiato dall’età classica a oggi? Il fine che l’ars oratoria si pone sembra lo stesso. Il declino di quest’abilità è dovuto solamente alla crisi di valori che sta attraversando la nostra società? Il problema di fondo è che le persone che stanno al potere o che hanno come ambizione quella di occupare una posizione rilevante nella società approfittano  del senso di perdizione delle masse e si propongono come false guide. L’uomo politico moderno fa dell’apparenza il suo biglietto da visita, presentandosi come ‘buono’ in opposizione all’avversario ‘cattivo’. In Italia ciò è particolarmente evidente, ormai abbiamo ereditato anche quei confusionari dibattiti televisivi all’americana il cui scopo è puramente quello di fare audience. In particolar modo nei paesi occidentali la politica viene estetizzata, e questo fin dalla prima metà del Novecento, ovvero si tende ad attirare l’attenzione degli elettori (quelli del primo Novecento come quelli di oggi, condizionati dalla quotidianità politica di cui erano circondati) con grandi manifestazioni, pubblicità, spettacoli, bandiere, palloncini e per finire in bellezza la performance oratoria del leader. Emerge la situazione italiana, per cui in una politica del vecchio tipo, noiosa, monotona e piena fino all’orlo di scandali e pettegolezzi, una entrata in scena al momento giusto può cambiare le carte in tavola. Almeno apparentemente. Aldilà dell’immagine che il politico dà di sé, dell’approccio mediatico e della pura e cara retorica il problema è sempre lo stesso. La mancanza di valori, e spesso proprio di contenuti, dei protagonisti della politica italiana. Come minimo ci si aspetta di trovarsi di fronte a bei discorsi, ma l’ignoranza che impregna le istituzioni del nostro paese impedisce anche questo. Senza pensare ai soliti strafalcioni o alle lacune culturali dei nostri parlamentari e uomini di governo, al politico italiano manca anche quel poco di abilità oratoria.

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