Integrazione è la parola che, da generazioni, è accostata ai termini “migrante” ed “immigrato”. Il reale significato di questo lemma pare, tuttavia, essere sconosciuto alla maggioranza delle persone che si trova a sollevare polemiche sul provvedimento adottato dalla regione Lombardia. Quello che questa voce ci dice è “adattamento ai modelli socioculturali dominanti” tra i quali comportamenti sociali non spicca la pratica di velarsi e coprire il volto e, vista la situazione di tensione in tutta Europa, è sensato adottare strumenti che rendano l’esistenza di tutti più sicura e tranquilla.

C’è, tuttavia, qualcuno che grida alla profanazione della libertà religiosa, tesi smontata già nel 2014 dalla corte europea dei diritti dell’uomo che, a seguito di un analogo decreto adottato da parte di Francia e Belgio, ha sentenziato negando la sussistenza di alcuna violazione di tale garanzia. Ovviamente le generalizzazioni si sprecano sia da parte dei favorevoli sia dei contrari e, sotto il vocabolo “velo islamico”, vengono raggruppate tutte le varie tipologie di copertura esistenti.

L’atto, tuttavia, si propone di vietare solamente due tipi di copricapi, considerati una minaccia alla sicurezza collettiva: Il Burqa’ e il Niqab. Il termine Burqa’ deriva dall’arabizzazione della parola persiana “purda”, vale a dire “cortina”, e quello che fa è esattamente ciò che il suo significato originale suggerisce, ovvero crea una barriera impenetrabile all’occhio di chi guarda. Per composizione esso consiste in un abito, tradizionalmente di colore azzurro, che inizia sopra i capelli e termina ai piedi di chi lo indossa, velando interamente la figura e lasciando solo una piccola reticella all’altezza degli occhi per permettere di guardare la strada. Il secondo tipo di “hijab” è in due pezzi ed è formato da una bandana che copre i capelli e un secondo tessuto che cela il volto fino agli occhi, un po’ come la più famosa kufiyyah indossata dai guerriglieri palestinesi.

Si comprende abbastanza bene come queste due pratiche possano, sopratutto in un momento di tensione quale quello in cui ci troviamo, scatenare controlli per scongiurare vari attentati, rendendo molto più complicato il compito di sorveglianza delle forze dell’ordine. In secondo luogo darebbero anche nuova linfa vitale all’isterica paura del terrorismo instillata nelle masse dai mezzi di comunicazione .

Si può dire sia un provvedimento giusto? Dato che permette con un sacrificio irrisorio, visto che in Lombardia le donne che si fregiano di questi due tipi di tendaggi sono veramente poche, di far dormire sonni tranquilli ai più.